Italia, Girelli: "Vogliamo fare meglio con gli USA" Poi parla di Mondiale e futuro all'estero
L'attaccante e capitana dell'Italia Cristiana Girelli ha parlato in conferenza stampa in vista della seconda amichevole contro gli Stati Uniti che si giocherà nella notte italiana fra lunedì e martedì (ore 1:00 diretta su Rai2) tornando anche sulla sfida di venerdì persa per 3-0 in una grande cornice di pubblico e spettacolo: "È una sensazione che abbiamo avuto un po' tutte, ma già dai primi giorni in cui siamo arrivate qui. È come se vivessero ogni partita come uno show, un intrattenimento, che è poi il bello di organizzare eventi e partite come queste. A tutte noi è venuto il pensiero di quanto sarebbe bello che anche in Italia avvenisse una cosa del genere e mi piacerebbe si prendesse un po' spunto per vivere un giorno un evento simile anche da noi".
Spazio poi alla gara e a dove migliorare: "L’atmosfera è stata molto bella anche se l’ho vissuta per 80’ da fuori. È stato un avvio turbolento con il gol preso a freddo che non ci aspettavamo, ma poi dopo il primo quarto d’ora la squadra si è ripresa e ha messo in campo la voglia di provare a giocare con coraggio creando nel primo tempo le occasioni per il pareggio, se non per andare in vantaggio. Mentre nella ripresa ci siamo un po' disunite, ma abbiamo già analizzato la partita con lucidità e presa di coscienza. Ci auguriamo che lunedì sia una gara diversa. - prosegue Girelli - Ogni squadra, ogni nazione abbia costruito negli anni la propria identità sotto tanti punti di vista. Fisicamente sappiamo che sono più forti di noi, ma anche noi abbiamo le nostre qualità e tecnicamente non siamo così tanto inferiori alle grandi squadre che abbiamo affrontato. Fortunatamente sotto l’aspetto fisico, ma anche tecnico, si può crescere ancora tanto. Il gioco del calcio è bello perché ogni squadra può sfruttare i propri punti di forza come crede e non sempre vince chi è più forte, ma chi mette tutto nei novanta minuti in campo. Mi auguro che lunedì sarà un’altra partita rispetto alla prima".
L'attaccante poi fissa l'obiettivo di questa ulteriore sfida: "L’obiettivo è quello di fare meglio, sappiamo di poterlo fare e l’abbiamo dimostrato con altre squadre forti come gli USA. Vogliamo entrare in campo e avere quel coraggio, quella lucidità e quella voglia di provare a giocare per tutti i 90’ sapendo che contro squadre simili bisogna fare gol quando ne hai le occasioni. Così come appena concedi qualcosa vieni punita".
Girelli si sofferma anche su una possibile esperienza all'estero in futuro: "Non ci ho mai giocato e non ci penso così frequentemente, ma prima di appendere gli scarpini al chiodo mi piacerebbe fare un’esperienza simile perché è un qualcosa che ti migliori in tutta la tua persona oltre che come calciatrice. Se capitasse l’occasione ci penserei".
Spazio poi a un Roma-Juventus che si giocherà a ridosso di questa trasferta oltre oceano: "Rientreremo con i club giovedì e fra viaggi e fuso orario potrebbe esserci qualche ripercussione, ma è una gara importante e magari quando le gambe non andranno per qualche motivo ci saranno testa e cuore ad andare. Sarà una gara difficile che va giocata non solo a livello fisico, ma anche con tante altre cose".
Girelli poi racconta che ogni tanto chiedono consiglio al ct che da giocatore era un attaccante: “Il mister non parla molto del suo passato da calciatore, è umile in questo senso, ma noi gli chiediamo sempre qualcosa anche su come giocava, attaccava l’area e perché lo chiamavano il ‘Cobra’. Aveva questa voglia di attaccare l’area senza aspettare l’arrivo della palla e anticipare i movimenti del difensore perché tutto questo fa la differenza nel corso di una partita”.
Infine il pensiero va al Mondiale del 2027 in Brasile: "Quando si affrontano questa squadre il pensiero a quello che sarà fra due estati c'è. Questo è anche il motivo per cui si scelgono questa amichevoli. Ma io penso al qui e ora, perché è il segreto nel calcio come nella vita. Lunedì c'è un'altra partita contro una squadra fortissima e se scenderò in campo sarò focalizzata solo su quello. Non è positivo guardare troppo lontano, senza dare nulla per scontato. Poi il Mondiale sarebbe una cosa meravigliosa per chiudere la mia carriera, ma è troppo lontano. Ma ora sto pensando solo a guadagnarmi la convocazione per le prossime partite".













