Camilli: “Pentito di aver venduto la Viterbese a Romano. La D mette rabbia e tristezza”
L’ex presidente della Viterbese Piero Camilli intervistato dal Corriere di Viterbo si rammarica per la retrocessione in Serie D della squadra gialloblù e si pente di aver ceduto la squadra a Marco Arturo Romano: “Provo tanta tristezza e rabbia, un patrimonio realizzato con serietà, competenza e sacrificio ora è andato disperso. Ci vuole tanto a costruire e pochissimo a distruggere. Sotto la mia gestione sono stati raggiunti livelli mai visti prima, la scalata in Serie C e poi la presenza fissa ai play off in terza serie, oltre la storica vittoria in Coppa Italia al secondo anno consecutivo in cui andavamo in finale. - continua Camilli – Mi sono pentito tantissimo di aver ceduto la società a Romano, sarà bravo a fare i corsi di formazione, ma il calcio è un’altra cosa e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Gli ho lasciato una società sana, senza debiti e con un parco giocatori importante, penso a Vandeputte, Atanasov e Mignanelli. Ora la squadra è retrocessa e non puoi ridurti a sperare nella restituzione di due punti per salvarti. Io metterei Romano alla porta in due minuti fossi nel sindaco, senza lasciargli mettere mano allo stadio”.






