Gregucci e l'esperienza alla Sampdoria: "A Marassi piansi. Senza umiltà non si va avanti in B"
L'ex tecnico della Sampdoria Angelo Gregucci ha parato ai microfoni de La Repubblica di Genova tornando all'esperienza in blucerchiato: "La situazione era disperata, ma non potevo scegliere diversamente. nello spareggio salvezza contro la Salernitana ci giocammo un pezzo di storia di un club unico, una famiglia. Nei momenti più difficili andavo al Molo di Gianluca Vialli, a cercare un conforto".
Anche il ritorno con Foti è stato di nuovo in emergenza.
"Abbiamo giocato tante partite come finali di Champions, ricordo le vittorie sofferte con Juve Stabia, Carrarese, Reggiana. La squadra aveva delle carenze, si doveva badare al sodo. Abildgaard in difesa fu una buona mossa. Abbiamo tenuto botta in attesa del mercato di gennaio ma senza umiltà non si va avanti in serie B. Si è perso solidità dopo qualche vittoria. Una gara agonisticamente non all’altezza, a Mantova fu la svolta in negativo".
Cosa le resta di quell'esperienza?
"Ricorderò sempre le emozioni per l’ingresso a Marassi, qualcosa di unico, e in qualche caso, non mi vergogno, ho versato qualche lacrima. Ho accumulato una conoscenza profonda, voglio ringraziare Lombardo, Invernizzi e Andrea Mancini, che ci hanno aiutato tanto. La loro perfetta conoscenza dell’ambiente è stata un fattore fondamentale".
Della Samp attuale che pensa?
"Ha potenziale, a ranghi completi può competere per i play off. Deve però uscire dalle zone basse e non è facile".






