Capuano: "Io come Santa Rita o Robin Hood. Quando rivedo certi video mi vergono"
“Quando rivedo certi video mi vergogno perché quello non sono io, ma il mio gemello scemo”. Il tecnico Eziolino Capuano, ora alla guida del Taranto, esordisce così in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Purtroppo vivo il calcio pensando a chi non ha soldi per la pizza perché li spende per la partita e quando la vivi così, piangi pure, perché il calcio non è altro che l’essenza di emozioni. È l’attesa della gioia, come il Sabato del villaggio di Leopardi: quando la gioia si concretizza, poi non esiste più. - continua Capuano – Coi giocatori sono come un padre, sono autorevole e autoritario, ma non ho mai commesso follie. Nello spogliatoio devi essere un totem, essere seguito e per riuscirci devi essere meritocratico e onesto nelle scelte, ma non sono tutti diligenti. Quello che accade in uno spogliatoio non può essere riportato. Per me fu un fatto grave (si riferisce all’audio in cui gridava ‘vi squarto’ NdR), fui costretto a mettere fuori il giocatore”.
Spazio poi alla carriera e al mancato approdo in una grande squadra: “Un allenatore deve valorizzare al meglio il materiale che ha. In uno spogliatoio devi portare dalla tua parte trenta persone, che non ti devono temere, ma rispettare e ritenere bravo. Mi devo sentire sempre coinvolto, devo essere sempre me stesso, non sono mai stato uno yes man. in questo mondo molto strano, fatto di grande ipocrisia e della più alta immoralità, a volte il personaggio Capuano non è andato bene. - conclude Capuano – Le missioni impossibili? Per questo mi sono paragonato a Santa Rita da Cascia, protettrice dei casi disperati. Ma anche a Robin Hood. Sono una specie di pronto soccorso”.
Un passo poi al passato e al rifiuto della chiamata dell’Empoli in Serie B: “Sono un uomo d’onore e avevo un triennale col Modena. Poi sono stato l’unico tesserato che non ha preso un euro nel fallimento”.






