Coppa Italia Serie C. Catania, Zeoli: "Deluso dall'approccio, mi aspettavo di più dai miei"
Primo step della finale di Coppa Italia Serie C andato in archivio. Nella serata di ieri, all'"Euganeo", si sono sfidate Padova e Catania, con i biancoscudati che hanno portato a casa questo primo step sul punteggio di 2-1, quello da cui si ripartirà il 2 aprile, quando al "Massimino" andrà in scena la partita di ritorno che decreterà la vincente della competizione; una gara, quella in terra siciliana, che potrebbe giocarsi a porte chiuse, a seguito degli scontri che ci sono stati ieri dopo le intemperanze dei tifosi rossazzurri. Ma molto dipenderà dal Giudice Sportivo.
A ogni modo, attraverso i canali ufficiali del club, del confronto di ieri ha così parlato il tecnico del Catania Michele Zeoli: "Sono un po’ deluso dall’approccio, perché era l’andata di una finale e mi aspettavo che i giocatori facessero alcune cose: le hanno fatte nel secondo e a tratti nel primo. Vanno dietro agli eventi. Negli spogliatoi ho detto che la gara si poteva riprendere, qualcuno ci crede e lo ha dimostrato. Un minuto dopo il 2-1 abbiamo rischiato di prendere il 3-1: non puoi assentarti. Mi aspettavo di più, in termini di atteggiamento. Aggredire dall’inizio? Attualmente non puoi, lo puoi fare in alcuni frangenti e situazioni e anche lo stesso Padova non ha fatto 90 minuti allo stesso modo. Lavorare e dire le cose dirette è la miglior cosa".
E sui tafferugli: "Qualsiasi episodio di violenza va condannato: in campo ho chiesto al quarto uomo il motivo del silenzio, eravamo negli spogliatoi".






