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Di Taranto: "Lascio il Cesena in buone mani. Non avrei esonerato Mignani, tempistiche sbagliate"

Daniel Uccellieri
autore
Daniel Uccellieri
Oggi alle 12:48Serie B
06.11.2026 12:48Serie B
Di Taranto racconta l’addio al Cesena, i momenti più significativi e le tensioni legate agli esoneri di Mignani e Fusco.
FotoTUTTOmercatoWEB

Nella serata di ieri è arrivato l'annuncio ufficiale di una notizia che era nell'aria da diverse settimana: Corrado Di Taranto non è più il direttore generale del Cesena. Oggi, l'ormai ex dirigente dei romagnoli, intervistato da Il Resto del Carlino, spiega l'addio al Cesena e racconta i passaggi più belli della sua avventura in Romagna.

Direttore Di Taranto, cosa l’ha spinta a scegliere di andare via?

«Era terminato un percorso, ma soprattutto è stata una scelta personale per potermi riavvicinare a casa».

Cosa si porta via dall’esperienza di Cesena?

«Tutte le persone che ho conosciuto e con cui ho lavorato, lo stadio, i tifosi e il loro affetto, la genuinità delle persone incontrate lungo il percorso e il loro supporto. Sono stato anche fortunato perché, in due anni e mezzo, sportivamente parlando, le cose sono andate bene: abbiamo raggiunto i playoff nel primo anno di Serie B e li abbiamo sfiorati anche nella passata stagione. Sono grato a Cesena per tutto quello che mi ha dato».

Qual è stato il momento migliore e quello peggiore di queste due stagioni e mezzo a Cesena?

«Il migliore è stato quello successivo al successo di Venezia, perché lì ho capito che stava nascendo qualcosa di importante. La squadra ci credeva e ha fatto un ottimo percorso.

Il momento più difficile, nella prima stagione, è stato a Carrara il 29 dicembre: abbiamo perso male e lì ci sono stati i primi scricchiolii con Mignani. Poi siamo ripartiti alla grande a gennaio, fino ai playoff.

Nella seconda stagione, sicuramente l’esonero di Mignani per Cole. Ho dovuto rinunciare al ds Fusco e ho supportato la decisione della proprietà. Siamo arrivati anche allo scontro, è stato un momento di alta tensione. Mi sono trovato solo e non è stato facile».

Che Cesena ha trovato e quale Cesena lascia?

«Un Cesena con grande entusiasmo, dovuto al salto in Serie B, con tante aspettative e tanti dubbi. Lascio una realtà che in due anni e mezzo ha incarnato lo spirito della Romagna e ha dato un buono spettacolo calcistico».

Cosa non rifarebbe?

«Non avrei esonerato Mignani e avrei lanciato Cole a inizio anno. Le tempistiche sono state sbagliate e questo ha creato instabilità nel finale di campionato, quando non era necessario. Piuttosto, avrei finito il campionato con Mignani, chiedendogli di impiegare maggiormente i nostri giovani. Avrei sfruttato la fase finale della stagione guardando alla loro crescita».

Lascia il Cesena in buone mani?

«Sandro Mencucci è un dirigente di provata professionalità e una gran persona. C’è grande stima reciproca: lui aveva suggerito il mio nome, viceversa io ho fatto il suo ora. Alle spalle, pur non avendo mai lavorato insieme nello stesso club, abbiamo 20 anni di conoscenze in Lega e incroci reciproci».

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