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Salernitana, oggi ultima puntata della telenovela cessione. Ieri sera Arechi da brividi

Salernitana, oggi ultima puntata della telenovela cessione. Ieri sera Arechi da brividi
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Luca Esposito
Oggi alle 08:34Serie C
Luca Esposito

Una serata emozionante e particolarmente indicativa. Ulteriore segnale della piazza verso una società chiamata ora a rispondere all’atto d’amore e di fede del popolo granata ritornando in pista a tutti gli effetti. Non è ancora lo stadio gremito che l’intera Italia calcistica ha imparato ad apprezzare negli anni, ma l’Arechi ieri ha saputo estasiare anche un allenatore navigato e apparentemente “freddo” come Serse Cosmi. Del resto gli ultras della curva Sud il loro esame di maturità lo hanno superato da tempo: 12mila spettatori in media per le partite casalinghe e circa 2000 in trasferta, una scenografia da brividi nel derby con la Casertana, lo stop alla contestazione nei confronti della proprietà quando Iervolino ha deciso di passare la mano. Ieri il discorso a tutti gli spettatori presenti dopo il confronto con la squadra nella rifinitura: “Mettiamo da parte ogni critica, ora dobbiamo essere uniti e trascinare gli altri settori. Ci aspetta un mese di fuoco, sarà difficilissimo ma è d’obbligo dare il massimo per gli spareggi promozione.

Questa piazza non merita la B”. E, nell’arco dei 95 minuti, la spinta del dodicesimo uomo è stata a tratti incessante, con applausi di incoraggiamento anche per quei calciatori come Tascone e Donnarumma che, in tempi recenti, erano stati beccati dai tifosi. Alla fine Cosmi si è lasciato andare in conferenza stampa, una vera e propria dichiarazione d’amore: “Io voglio davvero bene a questa piazza, è una curva che trasmette energia e c’è una passione smisurata per la maglia granata. Mi faccio io garante affinché facciano venire 5000 persone in trasferta nei playoff. A Crotone e con il Trapani c’erano e abbiamo vinto: è solo un caso?”. Dello stesso avviso anche Achik: “Attaccare sotto la curva è un qualcosa di inspiegabile a parole, esultare con i tifosi mi ha emozionato. Sono il nostro dodicesimo uomo”. Pure Tascone si aggiunge al coro di elogi per i supporters granata: “Si respirava una magia all’interno dello spogliatoio, con questi tifosi non c’è traguardo che possa essere precluso. Mi è mancato esultare con loro a fine gara”. Al triplice fischio, infatti, i 9000 presenti hanno intonato un “ci devi credere” che ha gasato a mille i calciatori, uniti in un abbraccio collettivo e consapevoli che solo con l’apporto della gente potranno arrivare i risultati.

Certo, poi c’è l’aspetto tecnico e non si può nascondere che forse la Salernitana giocasse meglio nella gestione Raffaele. Ieri primo tempo pessimo, con un solo tiro in porta e difficoltà tecniche evidenti. Nella ripresa Cosmi ha azzeccato i cambi e, pur con tanta sofferenza contro un Picerno ottimo, l’ha vinta con l’ennesimo sigillo di Lescano e con la rete di Achik che, come accaduto a Crotone, ha approfittato di un liscio del centrale difensivo avversario per battere il portiere. Statistiche alla mano la Salernitana ha vinto 19 gare, 17 delle quali con un solo gol di scarto. Fanno eccezione lo 0-2 di Potenza col Sorrento e il 3-0 col Casarano. Quella di ieri è stata l’ultima gara interna della regular season: il bottino parla di 36 punti su 66, frutto di 10 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte. Benevento, Cosenza, Catania e Casertana hanno fatto meglio dei granata. 25 gol segnati (uno dei peggiori attacchi tra le big), 16 subiti. Più del Latina che si è salvato matematicamente ieri. Insomma, dati che confermano quanto questa squadra passi repentinamente da rimonte entusiasmanti a passi falsi inaspettati, discontinuità che ha estromesso i campani dalla corsa promozione diretta già a fine gennaio. E ora? La Salernitana riprende la terza posizione che un minimo vantaggio in chiave playoff lo dà. Non può raggiungere il Catania secondo e a +3 perché in svantaggio negli scontri diretti (pari in casa, ko fuori) e deve vincere per forza a Foggia per tenere a debita distanza la Casertana e dal Cosenza che, sulla carta, hanno impegni favorevoli. Oggi, infine, si dovrebbe chiudere la telenovela relativa alla cessione della società. L’incontro dinanzi a un noto notaio di Roma non ci sarà e Iervolino e Rufini avrebbero deciso di interrompere la trattativa in assenza di intesa su diversi punti previsti dal preliminare sottoscritto a metà marzo e di quelle garanzie economiche aggiuntive che gli avvocati granata pretendevano prima della fumata bianca definitiva. Voci di corridoio assicurano inoltre che, almeno nel primo anno, il progetto di Rufini sarebbe stato basato sulla valorizzazione dei giovani e su qualche partenza importante. Non il massimo per una tifoseria che pretende di tornare quantomeno in B. Quali sono gli scenari? A oggi Iervolino conferma di voler andare via, ma si confronterà privatamente con la torcida granata per trovare soluzioni ritenute gradite. Langella, ex Juve Stabia, ha smentito. Giovanni Lombardi era pronto a fare un passo in avanti importante, ma ha cambiato idea in extremis. Al momento non ci sarebbero altre trattative sotto traccia. E l’AD Pagano, molto stimato dalla tifoseria, potrebbe convincere Iervolino a rilanciare, magari affiancandosi di gente di calcio e non di uomini di mondo.

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