Giuliano Simeone: "Sulla maglia ho il nome perché voglio costruire il mio percorso"
Avere un papà allenatore ed essere allenato proprio da lui non è una situazione comune nel calcio di alto livello, e Giuliano Simeone lo sa bene. L'attaccante dell’Atletico Madrid ha parlato senza filtri del rapporto con Diego in un’intervista con Jorge Valdano su Movistar Plus+. Il giovane di 23 anni ha ammesso che all’inizio trovava la situazione "strana" per via di ciò che potevano pensare i compagni di squadra, scherzando poi con Valdano: "Quando i tuoi compagni parlano male dell’allenatore, tu devi fare peggio!", ha replicato tra le risate. Nonostante le battute, Giuliano ha sottolineato che il rapporto con il padre è naturale e professionale, senza privilegi particolari: "È tutto molto naturale… lui lo dissimula molto bene".
Riguardo alla propria identità calcistica, l’attaccante non ha dubbi: "Sono cholista, ovvio", pur riconoscendo ammirazione anche per allenatori come Pep Guardiola e Luis Enrique. Giuliano ha raccontato anche un aneddoto familiare che evidenzia il carattere deciso del Cholo: al compimento dei 18 anni gli disse di lasciare la casa di famiglia per diventare uomo.
Uno dei gesti più significativi della sua indipendenza è stata la scelta del nome sulla maglia. "Quando sono salito nella seconda squadra, era la prima volta che avevo un nome sulla schiena. I miei fratelli e mio padre usavano Simeone, ma io volevo costruire il mio percorso a parte. Ho scelto Giuliano, perché volevo essere conosciuto per il mio nome, per me stesso".











