Il miracolo, il mago tradito e la tragedia: la profezia di Cantona sul destino del Leicester
La retrocessione del Leicester in League One, a dieci anni dall'incredibile vittoria della Premier League, si presta a chiavi di lettura che vanno oltre il campo. È una parabola sportiva, ma anche una narrazione quasi "tragica", che molti hanno provato a interpretare nel tempo con immagini forti. Tra queste, una delle più celebri e tempestive resta quella di Eric Cantona.
Dopo l'esonero di Claudio Ranieri nel 2017, il francese raccontò la storia delle Foxes come una "favola al contrario": un mago arrivato in città (Ranieri), capace di trasformare giocatori ordinari in campioni, tradito al primo segnale di crisi: "C’era una volta un mago che arrivò in una città e trasformò un gruppo di giocatori mediocri in campioni straordinari. Ma quando apparvero le prime nuvole, quei ragazzacci ingrati cospirarono per far mandare via il mago... Traditori! Il Leicester ha davvero licenziato un allenatore che ha scritto una delle più grandi pagine della loro storia, una storia insignificante prima di allora. E ora che sono tornati in fondo alla catena alimentare, si sono sbarazzati del povero Claudio come se fosse un cane pieno di pulci. Care volpi, il 17° posto o la Serie B inglese: questo è ciò che siete, questo è il vostro DNA. Desiderate la grandezza, ma non la riconoscereste nemmeno se vi colpisse alle spalle. Avete sbattuto la grandezza fuori dalla porta e tutto ciò che vi è rimasto è un allenatore chiamato Shakespeare: se questa non è una dannata tragedia...".
Una lettura perfetta
Al di là del tono volutamente teatrale, quella lettura oggi acquista un significato quasi simbolico rispetto al declino successivo del club. Dopo aver raggiunto l'apice, il Leicester ha progressivamente perso equilibrio: cambi di allenatori continui, strategie tecniche disordinate, investimenti non sempre funzionali e una struttura che, nel lungo periodo, non è riuscita a consolidare il successo. Cantona parlava di una squadra che "desidera la grandezza ma non la riconosce quando ce l’ha davanti". Una frase che, riletta oggi, sembra anticipare un concetto chiave: il problema del Leicester è stato la gestione del post-miracolo, la difficoltà di trasformare un evento irripetibile in un progetto stabile.
La morte del proprietario Vichai Srivaddhanaprabha ha poi aggiunto una frattura emotiva e gestionale decisiva, lasciando il club in una transizione complessa. Se il titolo del 2016 era stato raccontato come una favola moderna, la retrocessione in League One rappresenta oggi il suo rovescio: non una semplice caduta sportiva, ma il risultato di scelte poco lungimiranti. E Cantona lo aveva capito prima di tutti.











