Terry shock: l'ex Chelsea approva il divieto al burqa in Inghilterra e scatena l'indignazione
John Terry era finito in una tempesta mediatica. Lo storico ex difensore della nazionale inglese, nonché simbolo vivente del Chelsea, sembra aver approvato il post sui social media di un politico britannico che invoca il divieto nazionale del burqa, prima di cancellare il proprio commento. Questo sebbene il 45enne sia tuttora coinvolto nel mondo del calcio e dal 2021 ricopra un ruolo di consulenza per l'accademia del club londinese, lavorando part-time con compiti di tutoraggio per i giovani calciatori.
Rupert Lowe, membro indipendente del Parlamento (MP) e fondatore di Restore Britain ha pubblicato una foto su Instagram dichiarando l'intenzione di bandire l'indumento, indossato da alcune donne musulmane, nel caso in cui il partito politico dovesse mai formare un governo. Perché attualmente non detiene seggi all'interno. Il post in questione mostrava anche una stazione della metropolitana di Londra, Whitechapel, che riporta il nome tradotto in bengalese accanto alla dicitura in inglese: "Questa foto è stata scattata a Londra. Restore Britain vieterebbe il burqa e assicurerebbe che tutte le stazioni di Londra usino l'inglese. Quando è troppo è troppo. Votate Restore Britain per riprenderci la nostra capitale".
Terry, secondo quanto riferito da The Athletic, sembra aver piazzato commento favorevole all'iniziativa con tre emoji di applausi e la bandiera nazionale dell'Inghilterra. Il Chelsea ha rifiutato di commentare, silenzio stampa anche da parte dei rappresentanti dell'ex difensore leggendario (717 presenze con i Blues, 5 Premier League e una Champions League). Dalla ricostruzione proposta, il fatto era pubblico e visibile ancora alle 14:30 di oggi, ma è stato eliminato meno di un'ora dopo.











