Il triangolo Juventus-Inter-Barcellona, piangono le italiane? De Jong la miccia. Attenzione al nuovo calendario Serie A, se volete i big match ben distribuiti, bisogna eliminare l’asimmetria: ecco perché
Il triangolo no, non l’avevamo considerato. Scaleno peraltro, perché alla fine non si chiuderà perfettamente. Il triangolo di mercato coinvolge Inter, Juventus e Barcellona, prevede uscite e entrate, e ha per assioma l’impossibilità della soddisfazione di ciascuna delle parti.
L’Inter ha definito tutto con Dybala, aspetta ad annunciare perché prima vorrebbe liberare spazio nel monte stipendi, nello specifico quello occupato da Alexis Sanchez e Vidal. O’ lione maravilla al momento non ha offerte sul tavolo, solo un interessamento del Siviglia senza ancora un ulteriore sviluppo, e allora si è offerto al Barcellona. Che dovrà a meno di colpi di scena salutare Dembelé, nonostante un quinquennio di critiche concluse poi con la giravolta richiesta da Xavi che ne desiderava la permanenza. Ma Dembelé aspetta il Chelsea, richiesto espressamente dal suo mentore Tuchel che lo scoprì e lanciò al Dortmund nel 2016-17, e che chiede solo tempo perché la situazione societaria si normalizzi. E allora su quella mattonella del centrodestra offensivo potrebbe ritornarci Alexis Sanchez, o almeno così spera il cileno. Il Barça ha ascoltato ma non si è espresso.
E ha ascoltato anche qualcun altro. Perché pure Di Maria si è offerto: la Juve gli offre un biennale a 6 milioni, lui per ora chiede un anno a 7.5 milioni per poi tornarsene in Argentina, e nel frattempo ha bussato anche in Catalogna. Stessa posizione di Alexis. Se il Barça dirà no a entrambi, piangerà l’Inter e non la Juve; dovesse scegliere Di Maria, piangerebbero entrambe; Inter contenta solo se Alexis tornerà al Camp Nou.
Che probabilmente sarà abbandonato da Frenkie de Jong: lui vorrebbe rimanere, ma il Barcellona ha bisogno di soldi per prendere Lewandowski e fare qualcos’altro, tanto più che nel frattempo ha deciso che può affidare il centrocampo a Pedri e Gavi. Finalmente il Manchester United ha fatto i suoi passi, finora tra domanda e offerta si salta dagli 80 ai 60 milioni, ma il matrimonio s’ha da fare. E occhio perché con quei soldi che poi innescheranno movimenti eccellenti, de Jong potrebbe essere la vera miccia che fa accendere tutto il mercato.
Già il 24 giugno ci sarà il nuovo calendario di Serie A. Di solito si sorteggiava il mese dopo, ma stavolta si parte con il campionato già prima di Ferragosto causa Mondiale (brucia), e dunque si anticipa.
E’ bene che sappiate una cosa: se avete odiato il calendario di quest’anno non tanto per l’asimmetria, quanto perché i big-match si fossero raggruppati tutti nei primi due mesi, sappiate che per averli spalmati fino a fine anno è fondamentale che il girone di ritorno torni a essere uguale a quello d’andata. Perché? E’ presto spiegato.
Fondamentalmente le squadre che fanno le coppe europee non possono scontrarsi tra loro a ridosso dei turni europei, causa parametro inserito nel computer.
Questo parametro esiste già da un po’ di anni. Quindi: nel girone d’andata, questo fa sì che gli scontri diretti si spalmino uniformemente da agosto a dicembre (nella prossima stagione, novembre), perché la fase a gruppi è piuttosto distribuita ugualmente.
Ma quello che è cambiato è che adesso il computer calcola questo parametro sia per l’andata che per il ritorno. Prima invece, poteva farlo solo all’andata, perché il ritorno era uguale e quindi i turni cadevano in base al sorteggio d’andata.
E adesso?
Nel girone di ritorno, giocoforza i big-match saranno soprattutto tra gennaio e febbraio: perché il computer che deve andare a pescare random dove assegnare i big-match, vede che nei primi due mesi dell’anno c’è la maggioranza assoluta di turni non contigui a quella che sarà la fase a eliminazione diretta nelle coppe. Sì, anche in primavera ci saranno qui e là dei turni liberi e assegnabili, ma è semplicemente un fatto statistico: il computer automaticamente assegnerà la maggior parte dei match a gennaio e febbraio come l’anno scorso. Passi i paletti, ma non è questa una maniera non corretta di formulare un calendario, direzionando involontariamente eppure esplicitamente tutti i big-match soprattutto nei primi due mesi?? Ecco perché dovremmo invocare la fine dell’asimmetria.











