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Inter, quest'anno la Lu-La non basta. Romane più affascinanti delle milanesi. Bonucci idolo ma faccia solo il calciatore... Federico, casa e Chiesa!

Inter, quest'anno la Lu-La non basta. Romane più affascinanti delle milanesi. Bonucci idolo ma faccia solo il calciatore... Federico, casa e Chiesa!TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 19 luglio 2021 08:00Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Per l'Inter non sarà un anno facile. Se non fai mercato e non sostituisci bene chi se ne è andato (Hakimi e aggiungo anche Conte), non puoi pensare di essere più forte degli altri solo perché sul petto hai il tricolore. La verità è che l'Inter ha cambiato i suoi programmi e dal pensare al vincere per far crescere il brand anche in Cina si è passati alla riduzione dei costi al famoso "tiriamo a campà". Lo scorso anno è andata bene, sul finale, perché Conte ha fatto da Presidente e da mental coach ma anche perché non c'era nessuno in grado di opporsi. La Juventus di Pirlo era imbarazzante e il Milan ha mollato troppo presto perché non aveva le qualità per arrivare al primo posto. Perdere Conte, in campionato, e venire dopo Conte è un mezzo disastro. Inzaghi farà fatica (parliamo di conquista scudetto e Champions da protagonista, non stiamo dicendo che non arriverà tra le prime 4) perché subentrare nello spogliatoio di Conte, con gli uomini di Conte non è una banalità. Pur volendo portarsi alcuni fedelissimi, l'ex allenatore della Lazio è impossibilitato a farlo. Quest'anno l'Inter deve tener conto che la Juventus sarà la favorita per lo scudetto, a mani basse, e le romane faranno un bel campionato. Potranno non vincere lo scudetto ma toglieranno punti a tutte le big. Sarri e Mourinho stanno infiammando il pre campionato di Lazio e Roma. L'entusiasmo che c'è attorno a queste due società non è paragonabile a quello che c'è a Milano. I rossoneri stanno facendo il solito mercato intelligente delle ultime stagioni: giocatori giovani e poco conosciuti ma forti. Grazie ad un'ottima rete scouting creata da Massara. Sabatini senza Massara ha perso tanto e dopo la trattativa Diego Costa ne esce più debole per non aver convinto Sinisa a fare un'operazione già battezzata. Dicevamo di Roma e Lazio. Crescono bene e portare entusiasmo nella Capitale non è una cosa scontata. Sarri farà volare l'aquila perché la Lazio fa lavorare i suoi allenatori. La Roma sarà la scheggia impazzita di questa serie A. Mourinho è un testa croce ma se la moneta esce dal verso giusto sarà da divertirsi. Il Napoli deve fare in fretta. Spalletti deve sistemare la squadra e non può aspettare i tempi lenti del mercato.
Due ragionamenti su due grandi protagonisti dell'Europeo. Bonucci rappresenta l'Italia. Nel bene e nel male. Facciamo, allora, che la rappresenti solo nel bene. Amato e odiato da tante tifoserie ma poi arriva in azzurro e ci regala un Europeo. Bonucci come Materazzi. Chiellini come Cannavaro. Simili. Bonucci era andato al Milan prima di convertirsi di nuovo al corso juventino. E' in grande forma e ha fatto una carriera che non avrebbe mai immaginato. In azzurro non ha mollato di un centimetro ed è stato il calciatore che meglio ha rappresentato noi italiani. Nel canto dell'inno, nelle esultanze dopo un gol... insomma Bonucci ci rappresenta bene. E come tutti noi italiani facciamo cose stupende ma ci perdiamo perché, a volte, vogliamo tutto. Bonucci deve fare il calciatore, speriamo più a lungo possibile, ma non deve essere testimonial di nessuno fuori dal campo e non deve dare consigli a compagni di squadra o Nazionale non richiesti. Se ha già in mente il lavoro del futuro, bene, ma aspetti di finire il contratto con la Juventus e non eserciti un potere che oggi non gli deve appartenere.
Chiesa è l'immagine bella della nostra giovane Italia. Lo abbiamo conosciuto, su Sportitalia, sotto tutti i punti di vista con il campionato Primavera. Lo abbiamo visto esordire, crescere ed esplodere. Il figlio di Enrico. Una volta. Ha fatto l'impresa di passare da figlio di Enrico ad Enrico che ora è il papà di Chiesa. Non era facile. Ci è riuscito con il lavoro e l'umiltà. Federico giocava nelle giovanili della Fiorentina, neanche in Primavera, ed Enrico spesso veniva ospite a Sportitalia. Una sera, fuori onda, mi disse: mio figlio non fa il calciatore ma si diverte. Gli dico sempre che chi non fa almeno 300 presenze in serie A non si può considerare un calciatore. Enrico non lo sento da un pò perché giustamente ha capito che con l'esplosione di Federico doveva restare 10 passi indietro e in silenzio. Federico non ha un procuratore, ascolta solo i consigli di papà e se ne è andato dalla sua Firenze scappando tra gli insulti della gente che sperava in un altro anno a lottare per la salvezza e non una stagione per sognare l'Europeo. Giustamente ognuno fa il proprio mestiere. Chi il calciatore e chi il tifoso. Chiesa è quello che vince e prende il telefono e subito chiama la mamma. Altri alla sua età vanno sui social a cercare le ragazzine. Chiesa e Pessina, entrambi del '97, sono l'immagine bella di questa Italia. Anche se Federico non ha perso l'umiltà che aveva nella Primavera della Fiorentina mentre Matteo, tra ingaggi e sogno europeo, si è dimenticato troppo in fretta dei campi in polvere di quando giocava a Monza, Catania e Lecce.

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