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Italia, se la stella è il cittì non è un bel segnale. Serve il salto di qualità di Chiesa e Scamacca. Cresce Frattesi. E attenti al discusso Fagioli

Italia, se la stella è il cittì non è un bel segnale. Serve il salto di qualità di Chiesa e Scamacca. Cresce Frattesi. E attenti al discusso FagioliTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 10 giugno 2024, 17:15Editoriale
di Luca Calamai

Su un punto siamo tutti d’accordo. D ai super tecnici, all’ultimo dei tifosi, la stella dell’Italia che affronta gli Europei è il commissario tecnico Spalletti. Diciamolo, non è un bel segnale. Luciano è un numero uno. Per idee e personalità. Ma l’Italia di Bearzot aveva fior di campioni e quella di Marcello Lippi si poteva permettere di avere in panchina un Del Piero. Spalletti porta idee e personalità. Ma, purtroppo, non fa gol e non serve assist. L’Italia che sbarca in Germania non ha fenomeni e non è tra le favorite. Penso che sarebbe già un’impresa se riuscisse a entrare tra le prime quattro. Poi. Se veramente riuscissimo ad arrivare così in alto potrebbe succedere di tutto. Ma non sarà facile conquistare la semifinale. Spalletti pesca in un parco giocatori sempre più ridotto. Siamo tutti azzurri quando vinciamo qualcosa. Ma la Nazionale è quasi un fastidio quando dobbiamo concedergli spazio. Storia vecchia. La Lega di Serie A difende con il coltello tra i denti il suo territorio. La Federazione è molto meno aggressiva quando deve far lavorare al meglio i suoi cittì.

Per essere protagonisti all’Europeo abbiamo bisogno che qualcuno dei nostri potenziali top player alzi finalmente il suo livello. Così a botta calda mi vengono in mente due nomi: Chiesa e Scamacca. Federico non è riuscito a compiere l’ultimo salto di qualità. Potrebbe anche scivolare fuori dal progetto Juve. Abbiamo bisogno dei suoi strappi, dei suoi colpi. Il vero Chiesa può alzare e di molto il livello di questa Italia. Stesso discorso per Scamacca. L’atalantino ha finito la stagione in crescendo. Abbiamo toccato con mano quelle che sono le sue potenzialità. Ma ora deve metterle in campo con continuità. La Nazionale ha bisogno dei suoi gol, della sua fisicità, della sua abilità nel fare reparto. Retegui è forse più affidabile ma è meno forte. All’Europeo serve qualcosa di speciale. La normalità non basta.

La storia del calcio insegna che nei grandi tornei per Nazionali a volte spuntano inattesi protagonisti. E se fosse Fagioli l’arma in più? Spalletti lo ha convocato tra lo scetticismo generale. Pure io non ero convinto di questo ripescaggio in extremis. Fagioli però ha talento e tanta voglia di cancellare la squalifica. Il talento c’è, vediamo se diventa grande di colpo. Inoltre contro la Bosnia ha dimostrato di essere pronto Frattesi, un’arma preziosa in più.
Già, l’Italia ha disputato l’ultima amichevole a Empoli prima della partenza per la Germania. Una buona vittoria. Niente di epico, per carità. Però andiamo all’Europeo con un sorriso. Che non guasta.

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