L’Inter non ha bisogno di vendere Lautaro per Lukaku e Dybala: se andrà sarà perché… Il nuovo Milan vuole complicarla a Maldini. Dopo Pogba, Juventus seria su Kostic. Adios Koulibaly…
Dice: e allora voi lo fareste un fustino Lautaro in cambio di un fustone Lukaku e un fustello Dybala? E molti pensano: “beh, si, no, dai, però, eppure”.
Ma la questione non è questa. Lukaku e Dybala possono tranquillamente arrivare all’Inter senza che l’Inter venda Lautaro. Se Lukaku si trasferisse con metà stipendio - un gesto mai visto nella storia del calcio per un giocatore di tale livello, a questa età, e con quello stipendio, e che si può dire bilancerebbe il voltafaccia di Lukaku della stagione passata - andrebbe a percepire esattamente quanto l’Inter avrebbe offerto in lordo a Perisic al netto del Decreto Crescita (ah: Perisic il suo accordo con il Tottenham ce l’aveva da fine aprile; nemmeno se l’Inter avesse pareggiato l’offerta sarebbe rimasto, mentre la Juventus ha semplicemente perso il proprio tempo).
A proposito, rimane comunque difficilissima per Lukaku, che ancora non ha parlato con nessuno al Chelsea, il quale non sta scritto da nessuna parte conceda il prestito gratuito; e il quale Romelu per usufruire del Decreto deve andare a dama entro il 30 giugno, eppure sta trattando senza il proprio procuratore Pastorello, che ha pur sempre un mandato firmato proprio fino a quel giorno).
E se arrivasse a Dybala, la Joya percepirebbe il 25% in meno della somma dei tagliati Vidal e Alexis Sanchez.
Dunque Lukaku e Dybala possono essere dell’Inter senza che sia venduto Lautaro Martinez.
Il che non vuol dire che Lautaro Martinez non sarà venduto: se andrà, non sarà per fare posto a un giocatore ma perché l’Inter avrebbe esigenza di vendere, a prescindere che Marotta riesca a farsi dare i giusti 70 milioni di € per Bastoni da Paratici (che non ha nessuna voglia di risanare i conti dell’Inter, a differenza di quanto fatto con Kulusevski e Bentancur dalla Juve).
All’Inter la situazione è complicata, al Milan la vogliono complicare a Maldini e Massara. Va bene che hanno fatto un capolavoro con due soldi, ma questo non vuol dire che il miracolo riesca sempre, anche perché hanno sfruttato bene una stagione di transizione delle altre che non è detto si ripeta… In questo timore si inquadra l’intervista di Maldini, ma le parole di Cardinale sull’applicazione del metodo Moneyball nel calcio non sono proprio sinonimo di grandi investimenti. Se poi davvero lo realizzassero con successo, sarebbe una rivoluzione copernicana. Ma finora nessuno vince ai grandi livelli in questa maniera a meno di episodici exploit, e sarebbe molto molto molto difficile riuscirvici.
Perso Perisic, definito Pogba (che ha di colpo perso la prima scelta PSG, ritiratosi dopo il sì di Mappe), in definizione Di Maria, la Juve adesso pensa a Kostic. Ed è un bel pensare, perché a 15 milioni pur avendo 30 anni può darti però 2/3 stagioni di gran livello a un prezzo di saldo.
Quello che non vuole fare De Laurentiis per Koulibaly: pretende 40 milioni dal Barcelona, sapendo che Kalidou ha garantito di non andare alla Juventus e nel frattempo ha trovato l’accordo con il Barça. Ma al Napoli la contropartita Pjanic non interessa, e il problema è che il Barcellona non ha giocatori ‘di mezzo’ da scambiare: o troppo costosi, o non di quel valore. Non a caso il problema di fare i 40 milioni che servono per Lewandowski è racimolare quel denaro, e per questo si prova a mandare De Jong al Manchester United dal suo mentore Ten Hag, ma i Red Devils per ora gli 80 milioni che servono non ci pensano proprio a sborsarli…











