Lo United riparte da Carrick. Fiducia e ottimismo, ma il battesimo sarà di fuoco
Un ritorno alle radici. Michael Carrick, leggenda del Manchester United con 464 presenze e un palmarès che parla da solo, è il nuovo allenatore della prima squadra fino al termine della stagione. Non un nome qualsiasi, ma uno che conosce ogni angolo di Old Trafford, ogni abitudine dei giocatori e, soprattutto, le pressioni immense che accompagnano il club dal post-Ferguson.
Carrick non arriva da outsider: ha già guidato temporaneamente i Red Devils dopo l’addio di Solskjaer (3 partite a fine 2021) e ha accumulato esperienza al Middlesbrough. Ora gli spetta il compito più difficile: ridare identità e continuità a una squadra in balia dei risultati altalenanti, con i tifosi che chiedono certezze e vittorie. "Conosco cosa serve per avere successo qui", ha dichiarato, sottolineando la fiducia nei giocatori.
L’esordio non poteva essere più simbolico: sabato ad Old Trafford ci sarà il derby contro il Manchester City. Una partita che da sola può dire molto sul percorso di Carrick e sulla capacità del Manchester United di ritrovare quella determinazione che è mancata troppo spesso. Lo staff di fiducia che lo affiancherà, da Holland a Woodgate fino a Jonny Evans, sarà fondamentale: non solo tatticamente, ma anche per ricostruire un ambiente spaccato dalle ultime turbolenze. Carrick eredita una squadra che da anni cerca stabilità e leadership, e la sua nomina potrebbe essere proprio l’ingrediente giusto per rialzarsi.
Il Manchester United non punta solo a chiudere la stagione dignitosamente: con Carrick, l’obiettivo è ricostruire un’identità e risvegliare la gloria che i tifosi aspettano da troppo tempo. E il derby sarà già un primo banco di prova.











