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Mondiale 2026: l'Iran ci sarà, parola di Infantino e della FIFA. Ma scoppia il caso diplomatico

Mondiale 2026: l'Iran ci sarà, parola di Infantino e della FIFA. Ma scoppia il caso diplomaticoTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Yvonne Alessandro
Oggi alle 00:38I fatti del giorno
Yvonne Alessandro

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha sciolto ogni riserva sul fronte geopolitico annunciando ufficialmente, durante il Congresso di Vancouver, la partecipazione dell'Iran alla prossima Coppa del Mondo. Nonostante le pesanti tensioni in Medio Oriente, il numero uno del calcio mondiale ha dichiarato: "Per cominciare, voglio confermare senza ambiguità che l'Iran parteciperà ovviamente alla Coppa del Mondo 2026. E naturalmente l'Iran giocherà negli Stati Uniti". Un’apertura netta che mira a superare le minacce di boicottaggio legate alle ostilità tra Washington e Teheran.

Perché il calcio non deve dividere. "Noi dobbiamo unire le persone, è la mia e la nostra responsabilità. Il calcio e la Fifa uniscono il mondo. Dobbiamo essere positivi, sorridenti, felici: ci sono nel mondo abbastanza problemi, abbastanza persone che cercando di dividere. Se nessuno prova a unire la gente, cosa succederà al nostro mondo? Abbiamo questa opportunità. Insieme siamo imbattibili", ha concluso il presidente. Anche il presidente degli USA Donald Trump ha avallato la decisione del capo della FIFA: "Beh, se l'ha detto Gianni, per me va bene: Gianni è fantastico e se lo ha detto lui credo che si debba lasciarli giocare".

Nonostante il clima di distensione ai vertici, un grave incidente diplomatico ha turbato i lavori in Canada. Il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, è stato respinto all'aeroporto di Toronto, insieme al segretario Hedayat Mombeni e al vice Hamed Momeni. Le autorità canadesi hanno negato l'ingresso alla delegazione, nonostante i visti regolari, citando i trascorsi di Taj nelle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), gruppo considerato terroristico dal Canada. Teheran ha reagito duramente, definendo "inaccettabile" il trattamento subito dai suoi dirigenti, rientrando immediatamente in Turchia.

Nel tentativo di sedare le polemiche, la ministra degli Esteri Anita Anand ha parlato di una "revoca non intenzionale", pur confermando la linea di fermezza del governo contro gli esponenti legati ai Pasdaran. La FIFA ha cercato di rimediare, esprimendo il proprio dispiacere per l'accaduto e tentando di ricucire con una mediazione, proponendo un incontro chiarificatore. Nel frattempo, Infantino ha annunciato che si candiderà nuovamente alla presidenza del massimo organo di calcio mondiale nel 2027. Eletto nel 2016, rieletto nel 2019 e poi nel 2023, il 56enne italo-svizzero ha già ricevuto il sostegno da parte di alcune federazioni.

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