Ternana salva (per ora): esercizio provvisorio di tre mesi, potrà finire il campionato
La Ternana, almeno per il momento, è salva. Il Tribunale ha infatti disposto l’esercizio provvisorio dell’attività d’impresa per una durata di tre mesi a partire da oggi, consentendo al club rossoverde di proseguire la stagione e portare a termine il campionato, playoff compresi.
La sentenza certifica però uno stato di insolvenza pesante: il collegio ha evidenziato una situazione economico-patrimoniale fortemente compromessa, tra debiti rilevanti, perdite consistenti e l’impossibilità di far fronte alle obbligazioni. In questo contesto, viene sottolineata l’importanza degli asset sportivi, come il titolo e l’affiliazione federale, considerati fondamentali per preservare il valore complessivo della società.
Contestualmente, il Tribunale ha aperto la procedura concorsuale, nominando come giudice delegato Claudia Tordo Caprioli e come curatori Francesco Angeli e Renato Ferrara, affiancati dall’esperto Maurizio De Filippo per gli aspetti legati all’ordinamento sportivo. L’attività, durante l’esercizio provvisorio, sarà limitata all’ordinaria amministrazione e sottoposta a controlli stringenti, con obbligo di rendicontazione ogni venti giorni e autorizzazione necessaria per eventuali operazioni straordinarie.
La misura punta a tutelare il club ed evitare la dispersione del titolo sportivo, garantendo al tempo stesso una gestione ordinata della crisi in attesa di una soluzione definitiva.
Dopo la decisione del Tribunale, è arrivato anche il commento del sindaco di Terni ed ex patron Stefano Bandecchi, che in un video pubblicato su Instagram ha parlato di un primo traguardo raggiunto: “Per il momento la Ternana è salva. Il ramo calcistico potrà andare avanti e si potranno disputare tutte le partite fino alla fine del campionato”. Bandecchi ha poi sottolineato come ora il compito principale spetti al curatore, chiamato a individuare entro 45 giorni una soluzione che garantisca l’iscrizione al prossimo campionato, ribadendo la piena disponibilità del Comune a collaborare.











