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Telenovela belga per la squadra campione d’Italia, mentre la settima in Premier “scippa” il 9 del futuro

Telenovela belga per la squadra campione d’Italia, mentre la settima in Premier “scippa” il 9 del futuroTUTTOmercatoWEB.com
martedì 26 luglio 2022, 08:00Il corsivo
di Ivan Cardia

Il Milan è vicino all’affondo decisivo per Charles de Ketelaere. Lo cerca da tanto tempo, forse troppo se rapportato a un curriculum ancora molto corto. Il pedigree da giocatore di (futura) razza ha però convinto Maldini e Massara a imbastire una trattativa per certi versi estenuante, che oggi sembra prossima a giocarsi sul centesimo. Alla fine, intendiamoci, il belga probabilmente arriverà e, visto il fiuto dei due protagonisti in questione, tra non molto parleremo di una grandissima intuizione di mercato. La negoziazione, però, ha nel frattempo assunto i tratti tipici della telenovela, e tutto sommato i rossoneri, freschi di scudetto, se la sono dovuta vedere col Leeds: ricca e affascinante, la società di Radrizzani, ma a oggi non proprio una superpotenza del calcio europeo.

Gianluca Scamacca vola al West Ham. Più o meno, per gli stessi soldi che il Milan non è disposto a versare al Bruges per la stellina belga. Prima considerazione: è un capolavoro di Carnevali, fin qui l’unico in questo mercato, ma che tale resta. Seconda considerazione: la squadra classificatasi settima nella scorsa Premier League può metterci poco tempo - e spendere soldi che nessuno in Serie A avrebbe potuto investire - a portare oltremanica il miglior attaccante italiano in circolazione, dopo Immobile ovviamente. I campioni d’Italia, viceversa, impiegano tantissimo tempo e trattano sul filo dell’euro un giocatore grossomodo dello stesso profilo, sì interessante ma senza grandissime concorrenti. Non è una critica al Milan, a cui pure Scamacca sarebbe servito ma che ha altre strategie e lecitamente si è dato altre priorità. Semmai, è un buon indicatore della grandissima differenza, economica e di conseguenza tecnica, che in questo momento c’è fra Inghilterra e Italia. Sempre più difficile mettere tutti nella stessa categoria dei big five.