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Leao, Osimhen e Vlahovic, tutti hanno lo stesso sogno: giocare in Premier League. E su Kean…

Leao, Osimhen e Vlahovic, tutti hanno lo stesso sogno: giocare in Premier League. E su Kean…TUTTO mercato WEB
mercoledì 8 marzo 2023, 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Sono preoccupato, molto preoccupato. Ho letto, con attenzione, le recentissime dichiarazioni di Osimhen che, di fatto, ha spiegato come il suo obiettivo sarebbe quello di giocare, un giorno, in Premier League. Nulla di sbagliato, la Premier League è il miglior campionato di calcio al mondo. Quindi, direi che è perfettamente naturale ambire a giocare con i migliori nel torneo migliore. Ciò che mi avvilisce è la totale impotenza della Serie A. Se un club inglese decide di prendere un talento presente in Italia, non c’è modo di opporsi. Osimhen è, senza ombra di dubbio, l’attaccante più forte del nostro campionato. Sta trascinando il Napoli, a suon di gol, a vincere lo Scudetto e, in Champions League, non pare volersi accontentare di fare bella figura. Fa male pensare che, prima o poi, andrà in Inghilterra… Temo che non sarà l’unico. Il tiramolla tra il Milan e Leao, riguardo al rinnovo di contratto del portoghese, mi fa pensare che anche la freccia rossonera possa fare le valigie e anche prima del previsto… Poi c’è Vlahovic che, complici anche i possibili problemi futuri della Juventus, avrebbe più di un motivo per prendere in considerazione offerte importanti dalla Premier League… Ecco, non voglio aggiungere Kvara (magari non hanno ancora capito che razza di giocatore sia il 22enne georgiano).
Insomma, i nostri migliori talenti (giovani) sembrano solo di passaggio, anzi lo sono… Purtroppo non siamo più un campionato di primissima fascia da diverso tempo.

Comunque sia, da questo “momento no” potremmo anche trarne profitto (non solo economico). Mi sembra che ci siano tanti giovani italiani che chiedono spazio e, perdendo sempre più giocatori, la Serie A potrebbe davvero aver bisogno di forze fresche azzurre. Credo che i top club dovrebbero davvero prendere in considerazione l’idea di sfruttare l’imminente fuga dei migliori stranieri del nostro torneo come un’inattesa chance per “provare” prodotti di casa nostra. Non è detto che non possa nascere qualche campioncino azzurro. Diciamo che un attaccante di altissimo livello ci farebbe comodo e penso che lo si possa anche “costruire”, se si ha la pazienza di aspettarlo e farlo crescere (in campo però, non in panchina). Un tentativo si potrebbe anche fare, no?
Chiudo con il “caso Kean”. Premesso che non ho mai gradito il calciatore in questione, anzi l’ho sempre criticato pesantemente ma ritengo che sia ingiusto condannarlo così pesantemente per l’errore che ha commesso contro la Roma. Tutti sbagliano, soprattutto chi è ancora giovane (forse ce lo siamo dimenticati ma Kean è un classe 2000). Ha fatto un errore (grave), è il primo a sapere di averla fatta grossa ma non andrei oltre. Non c’è giocatore che non abbia mai sbagliato nella sua carriera e c’è anche chi ha fatto molto peggio di Kean. Detto questo, non cambia il mio giudizio sul giocatore ma ritengo che si debba rispettare sempre il professionista e Kean, da questo punto di vista, non ha mai tradito le aspettative.

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