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Gabriel Omar Batistuta, corse e mitraglie sotto la Fiesole. Poi lo Scudetto con la Roma

Andrea Losapio
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Andrea Losapio
domenica 1 febbraio 2026, 05:00Nato Oggi...
01.02.2026 05:00Nato Oggi...
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

C’è stato un tempo in cui il calcio non era solo tattica e algoritmi, ma una questione di potenza pura, capelli al vento e mitraglie sotto la Fiesole. Gabriel Omar Batistuta ha passato quasi un decennio a Firenze, anche se la permanenza sembrava addirittura eterna, per come il tempo si sia fermato a guardare le splendide gesta dell'argentino. Forse, venticinque anni dopo, è ancora fermo.

Il legame tra Batigol e la Fiorentina è andato oltre il semplice rapporto professionale; è stata una storia d'amore viscerale segnata da 207 reti, diventando il miglior marcatore viola in Serie A. Nel suo palmares anche la Serie B nel 1993, quando rimase per riportare immediatamente la squadra nella massima serie, vincendo poi una Coppa Italia e una Supercoppa. A Firenze, Batistuta non è solo un calciatore, era un'istituzione, celebrata con una statua che ne incarnava lo spirito indomito.

Una statua distrutta dopo il suo addio in direzione Roma. Forse perché il destino gli doveva uno Scudetto - sottratto dall'infortunio e dal viaggio di Edmundo al Carnevale di Rio - che riuscì a vincere con Totti e Montella. Poi l'Inter, la parentesi più sfortunata, mentre il suo percorso con l’Argentina lo ha consacrato a livello mondiale. Per anni è stato il miglior marcatore di sempre della Selección (prima del sorpasso di Messi), trascinando l'Albiceleste a due trionfi consecutivi in Copa América (1991, 1993). Oggi Gabriel Omar Batistuta compie 57 anni.

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