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Brozovic o non Brozovic? Alla vigilia della gara da non perdere, un dubbio epico per Inzaghi

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
sabato 12 novembre 2022, 08:45Serie A
12.11.2022 08:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

È una vigilia di quelle che pesano per Simone Inzaghi. Il 6-1 al Bologna ha diluito le scorie del ko contro la Juventus, ma non diradato tutte le nubi dal cielo dell’Inter. I numeri rimangono quelli: cinque sconfitte, in tutti gli scontri diretti del campionato, peggior difesa in trasferta dell’intera Serie A. È per questo che la gara contro l’Atalanta, oltre a essere l’ultima del 2022, ha un rilevante peso specifico. È la prova del nove che i nerazzurri non possono sbagliare e il tecnico piacentino lo sa benissimo. Ci arriva con un dubbio.

Che si fa con Brozovic? Il croato è ormai abile e arruolabile, ha smaltito al cento per cento l’infortunio e i 29 minuti contro i rossoblù - peraltro di buon livello anche fatta la tara a un match ormai in ghiaccio - dovrebbero essere il preludio a un rientro da titolare. Del resto, fino a poche settimane fa l’Inter senza di lui non sapeva che pesci pigliare. Ecco, il “problema”, se così lo si vuole chiamare, è che quella squadra non c’è più. Giocoforza ha trovato nuovi equilibri e scoperto in Hakan Calhanoglu un eccellente direttore d’orchestra. Lo si è sempre detto: complicato levarlo da lì, ora è arrivato il momento di capire fino a quanto.

Toccare gli equilibri o aspettare. Premessa: Brozovic resta un giocatore fondamentale, a livello tattico ma anche di gruppo. Il posto prima o poi se lo riprenderà, su questo non ci sono punti interrogativi. La domanda è semmai se i tempi siano già maturi. Da un lato, Inzaghi potrebbe non voler toccare gli equilibri di cui sopra, chiudere questa prima parte di stagione col terzetto Barella-Calhanoglu-Mkhitaryan, usare Marcelo come arma a gara in corso e rimandare alla ripresa il ritorno alla normalità. D’altro canto, non basta certo un mese e rotti a far dimenticare quanto il croato conti per l’Inter e chissà che quella fragilità non dipenda pure dalla sua assenza, lui che oltre a regista è il principale corridore della mediana nerazzurra. Il lato positivo? Per una volta il “problema”, continuiamo a usare le virgolette d’obbligo, Inzaghi lo ha in abbondanza. Avrebbe voluto averne di più di questo tipo.


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