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Carrick dopo il 3-2 con la Roma: "Nell'intervallo ho detto ai miei ragazzi di non farsi abbattere"

Giacomo Iacobellis
autore
Giacomo Iacobellis
Oggi alle 08:41Serie A
04.11.2026 08:41Serie A
L'analisi in conferenza stampa di mister Carrick dopo la vittoria con la Roma nel quarto turno della fase campionato di Champions League.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Michael Carrick, allenatore del Manchester United, ha commentato in conferenza stampa la vittoria per 3-2 contro la Roma, soffermandosi sulla reazione della squadra nella ripresa, sull'importanza del successo e sulle prospettive future dei Red Devils. Il tecnico inglese ha parlato anche delle prestazioni individuali di Lacey, Bruno Fernandes e degli altri protagonisti della rimonta.

Le parole di mister Carrick in conferenza stampa

Sulla vittoria dello United: "Sono orgoglioso delle persone e soprattutto dei giocatori. Credo che meritino tanti complimenti per essere riusciti a superare una situazione difficile. I tifosi non vedevano l'ora che dessimo loro qualcosa a cui aggrapparsi. All'intervallo c'erano frustrazione e delusione, ma tutto dipende dai giocatori, da quello che riescono a fare nei momenti decisivi. Basta un episodio per cambiare completamente le cose. Siamo rientrati molto bene nel secondo tempo e abbiamo mantenuto un atteggiamento positivo per tutta la ripresa. Vedere così tanti aspetti positivi e riuscire a continuare a spingere fino a ottenere quel risultato nel finale è davvero soddisfacente. È soltanto una vittoria, quindi non dobbiamo lasciarci trasportare troppo dall'entusiasmo, ma era una vittoria importante".

Sulla reazione della squadra e sul nuovo inizio: "Esattamente questo. Non voglio farmi prendere troppo dall'entusiasmo. È stata una serata importante ed è fondamentale che alcuni giocatori abbiano provato sensazioni che forse non avevano mai vissuto qui prima. Alcuni ragazzi arrivati quest'anno, e magari anche qualcuno arrivato lo scorso anno, probabilmente non avevano ancora sperimentato qualcosa del genere. Credo sia importante per loro capire cosa significhi e quali sensazioni si provino. Puoi raccontarglielo, naturalmente, ma finché non vivi certe situazioni, finché non devi scavare dentro te stesso per superare le difficoltà e uscirne dall'altra parte, a volte non puoi sapere davvero cosa significhi. Adesso, però, dobbiamo valutare tutto con lucidità, mantenere la calma, prepararci ed essere pronti per un'altra grande partita nel fine settimana".

Sulla prestazione del secondo tempo e sulla continuità: "Per quanto riguarda il primo tempo, accetto quello che è successo. Il punteggio e alcuni episodi non erano belli da vedere e non davano certamente buone sensazioni. Dal punto di vista tattico, inizialmente eravamo partiti abbastanza bene. Affrontavamo un'ottima squadra, che gioca praticamente a uomo su tutto il campo, quindi è sempre difficile trovare soluzioni e spazi. Sapevamo che sarebbe stata una partita complicata. Abbiamo concesso loro delle opportunità, troppo spazio e occasioni troppo facili. Tuttavia, avevo la sensazione che stessimo entrando progressivamente in partita. Nel primo tempo riuscivamo ad arrivare abbastanza spesso nei pressi della loro area e questo mi dava fiducia. Ho detto ai ragazzi che non dovevamo lasciarci abbattere da quello che stava succedendo, perché, con il loro modo di giocare, gli avversari ti impediscono di fare quello che vuoi per buona parte del tempo. Bisogna continuare a crederci. Forse, in questo periodo, ci siamo lasciati prendere troppo dalla frustrazione e dalla delusione durante le partite. Nel secondo tempo, però, non è successo. C'erano tanti motivi per essere delusi o frustrati, ma non abbiamo permesso che questo condizionasse la nostra prestazione. Ci sono stati diversi episodi difficili: Baleba è dovuto uscire, Tielemans è stato fantastico quando è entrato, Bruno Fernandes ha dovuto ripetere il rigore e non si è lasciato abbattere. Ci sono state anche altre occasioni e situazioni complicate. Avremmo avuto tanti motivi per piangerci addosso, ma non l'abbiamo fatto. Credo che questa sia stata una grande differenza, insieme al contributo dei tifosi. L'ho già detto: sono disperatamente desiderosi di avere qualcosa per cui esultare e stasera glielo abbiamo sicuramente dato".

Sulla prestazione di Lacey: "Anche in questo caso non voglio esagerare con gli elogi, ma sono assolutamente felicissimo per Lacey. Gli vogliamo tutti molto bene. È un ragazzo straordinario, desideroso di fare bene e dotato di grandi qualità. Per quanto riguarda la capacità di accentrarsi e trovare il passaggio, non è qualcosa che mi sorprende. Ha quella particolare scintilla negli occhi, gioca con un pizzico di furbizia, se vogliamo chiamarla così, ed è sempre alla ricerca della giocata. Ma sono stato altrettanto contento di vederlo difendere da terzino destro quando ne avevamo bisogno. Nel calcio ci sono momenti in cui devi essere capace di fare anche questo. Sono stato quindi felice anche del suo contributo difensivo e di aver visto diversi giocatori sfruttare le proprie opportunità. Quando entra in campo dà una spinta a tutti ed è fantastico vederlo. Bisogna sfruttare al massimo le qualità che si hanno".

Sul rapporto con i tifosi e sul sostegno del pubblico: "I giocatori traggono assolutamente energia dal pubblico, non c'è alcun dubbio. Si alimentano del sostegno dei tifosi. Capisco la frustrazione e la delusione, le comprendo perfettamente. Ripenso a come i nostri tifosi ci hanno sostenuto contro il Chelsea nel fine settimana. Nel secondo tempo eravamo in dieci uomini, eppure loro erano lì, continuavano a sostenerci. Proprio nel momento in cui sarebbe stato più facile abbandonarci, sono rimasti al nostro fianco. Ho percepito la frustrazione, naturalmente. La capisco, ma conosco i nostri tifosi e so come sono fatti. Devi semplicemente dare loro qualcosa a cui aggrapparsi. Per essere giusti nei confronti dei ragazzi, nel secondo tempo lo hanno fatto. Ed è a quel punto che tutti cominciano a trasmettersi energia a vicenda. Devi continuare a dare ai tifosi dei motivi per sostenerti".

Sul discorso all'intervallo e sul rigore di Bruno Fernandes: "All'intervallo volevo soprattutto essere ancora più positivo, senza lasciarmi prendere dalla delusione o dalla frustrazione. La cosa più facile, quando continui a provare a fare qualcosa, è cominciare a piangerti addosso. Se qualcosa va storto, ti lasci prendere dalla delusione, ma questo non aiuta nessuno. Se fosse così, tanto varrebbe andare tutti a casa. Dobbiamo continuare a cercare il momento successivo, la soluzione successiva. Ho detto ai ragazzi che questo stadio... Non mi piace parlare continuamente ai giocatori di quello che questo posto è capace di fare, della sua storia e di quello che è successo prima di loro, ma quella storia esiste. Questo posto è capace di fare cose magiche. È successo in passato e succederà ancora, tante altre volte in futuro. Parlando dei tifosi, c'è qualcosa di speciale in questo stadio. Quando vivi serate del genere, spesso riusciamo a ottenere ciò che vogliamo nella maniera più difficile. Ma basta un solo episodio per cambiare completamente la direzione della partita e le sensazioni di tutti quelli che sono presenti. Ne avevo parlato con i ragazzi: cerchiamo quell'episodio che possa innescare tutto il resto. E quell'episodio è arrivato. Anzi, ne abbiamo avuti più di uno. Ed è così che siamo arrivati al risultato finale. Per quanto riguarda il rigore, è stata quasi una situazione paradossale. Non ho riso, non ho sorriso e non ero certamente felice, ma per un attimo è stato come pensare: 'Davvero, un altro episodio del genere?'. Allo stesso tempo, però, ero abbastanza tranquillo, perché avevo la sensazione che i ragazzi fossero mentalmente dentro la partita e che, anche dopo quell'episodio, potesse ancora succedere qualcosa. Devo dire che ripresentarsi sul dischetto dopo quella situazione e calciare nuovamente non è affatto semplice. Ammiro la mentalità con cui Bruno lo ha fatto e il modo in cui ha concluso l'azione. Merita davvero tanti complimenti".

Sulle condizioni di Baleba, sull'ingresso di Tielemans e sulla prestazione di Cunha: "Al momento non ho ulteriori notizie su Baleba. È evidente che sembra esserci un problema e dobbiamo valutarne l'entità. La prima impressione non è stata particolarmente positiva. Per quanto riguarda Tielemans, sono rimasto molto colpito dal modo in cui ha reagito alla partita e ha dimostrato tutto quello che è in grado di dare. Non ha avuto un inizio ideale qui, considerando anche la situazione della squadra e il periodo che abbiamo attraversato. Ma ha dimostrato la sua personalità, il suo carattere e la capacità di entrare in partita. Credo che abbia mostrato perfettamente chi è. È una persona straordinaria, mi piace tantissimo averlo nel gruppo per tutto quello che riesce a trasmettere. Sono rimasto enormemente impressionato da Youri e dal modo in cui è entrato in campo. Per quanto riguarda Matheus, sappiamo che è capace di fare queste cose. Ha delle giocate particolari nel suo repertorio. All'intervallo lo abbiamo spostato in una posizione più centrale, perché volevamo modificare leggermente la disposizione della squadra e permettergli di giocare in mezzo al campo. È riuscito a trovarsi in buone posizioni. Sono deluso per come è finita la sua partita, ma anche questo dimostra quanto tenga alla squadra e quanto sia disposto a dare. Quando è in quello stato mentale, quando ha quell'atteggiamento e gioca in quel modo, è esattamente quello che vogliamo vedere da lui".

Sulle sensazioni personali dopo la vittoria: "Sinceramente, no. Non provo quella sensazione. Non so se sia giusto o sbagliato, se sia normale oppure no, ma non ho provato sollievo. Ero semplicemente e sinceramente felice per i giocatori. So quanto tengano a quello che fanno e quanto diano per questa squadra. A volte questo si vede, altre volte no. A volte giochiamo bene e altre volte non ci riusciamo, e capisco perfettamente tutto questo. Ma io riesco a percepire quanto desiderino fare bene. Vederli costretti a scavare così profondamente dentro loro stessi per riuscire a superare le difficoltà è stato importante. E questo vale per tutti. Sento la responsabilità che abbiamo nei confronti di tutti. Vedere tutti provare quella sensazione che siamo riusciti a creare insieme, quella sensazione per la quale siamo tutti qui, è stato bellissimo. Posso assicurarvi al cento per cento che in quel momento non stavo pensando a me stesso. Pensavo soltanto a tutte le persone coinvolte e alle emozioni che si possono generare quando si fanno le cose nel modo giusto".

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