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Ceferin e la Superlega: "Eravamo tutti stanchi. Milan-Como a Perth? Non si può sacrificare la base"

Ceferin e la Superlega: "Eravamo tutti stanchi. Milan-Como a Perth? Non si può sacrificare la base"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
Oggi alle 14:05Serie A
Ivan Cardia

La fine anche ufficiale della Superlega, con l’accordo di principio tra Real Madrid e UEFA comunicato ieri, è stato uno dei temi del 50° congresso UEFA di oggi. Nel suo discorso di apertura, il presidente Aleksander Ceferin è tornato in argomento: “Sono felice che Real Madrid e Barcellona tornino a far parte della nostra famiglia. La verità è che eravamo tutti stanchi. Sia chiaro: non abbiamo mai perso il rispetto reciproco con Florentino Perez né il nostro amore per il calcio, anche se abbiamo avuto divergenze. L’unico vincitore è il calcio. E grazie a Nasser (Al Khelaifi, presidente di EFC, ex ECA), perché la sua leadership è stata fondamentale per tornare a essere uniti”.

Ceferin ha poi offerto addirittura un paragone storico: “A pochi chilometri da qui, a Waterloo, abbiamo imparato che la stabilità è preziosa ma anche molto fragile. Oggi non servono lunghe lezioni di storia: percepiamo la polarizzazione, il mondo si sta dividendo. A volte mi chiedo, da avvocato, se ci stiamo allontanando dallo Stato di diritto. L’Unione europea, in realtà, cerca di mantenere la propria linea. E cosa c’entra questo con il calcio? Tutto, perché in un mondo che si frammenta il calcio continua a unire e unisce nella diversità. È un principio che si applica al calcio europeo”.

Il numero uno UEFA ha difeso il nuovo format della Champions League e delle sue sorelle minori: “Molti avevano dubbi, ci hanno avvertito e i soliti dicevano che avremmo fallito, ma le competizioni sono ora molto migliori e più competitive. E non è stato per caso: il modello è stato sviluppato con responsabilità. Sono cresciuti ascolti, ricavi e competitività. In questa stagione quasi 450 milioni saranno destinati ai club fuori dalle competizioni”. 

Infine, un riferimento al tentativo di Liga e Serie A (con Milan-Como a Perth) di esportare i campionati nazionali in Paesi esteri: “I campionati nazionali traggono forza dai loro tifosi ed esportarli all’estero indebolisce il legame ed elude la lealtà. Non si può privare la gente del calcio nelle proprie case. Non si può sacrificare la base. Più di 55 milioni vanno al calcio di base, perché l’unità inizia dal calcio del tuo territorio”.

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