Ci pensa Henry a ricordare la vera Juventus: "Tacchinardi pronto a morire per la squadra"
La Juventus è sulla strada per ritrovare la grandezza perduta, ma nel percorso che sta facendo con Luciano Spalletti deve passare attraverso altre delusioni. Come quella della grande rimonta soltanto sfiorata contro il Galatasaray, che ha sancito l'eliminazione dalla Champions League ai playoff per gli ottavi di finale. In questi giorni diversi ex giocatori passati per Torino hanno parlato di alcuni aspetti, morali e in termini di qualità dei giocatori, che sembrano essere stati smarriti negli anni e che ora il club sta cercando di ritrovare.
Ma dagli studi della CBS arriva il contributo che non t'aspetti. Thierry Henry è stato uno dei più grandi giocatori della sua epoca, ma non è che il suo passaggio in bianconero sia esattamente da ricordare. Eppure, anche se il suo talento è rimasto incompreso, anche lui è rimasto colpito da alcuni aspetti vestendo la maglia della Juventus.
"Arrivai e c’erano giocatore del calibro di Del Piero, Inzaghi, Zidane, Deschamps e Di Livio" - il racconto di Henry riportato da Tuttosport - ". Al campo di allenamento stavano correndo e prima di un esercizio mi dissero: ‘Mettiti da parte, questo non è ancora per te’. Io provai a restare perché ero appena arrivato, ma mi limitai a guardare".
Poi porta l'esempio di Alessio Tacchinardi: "Tacchinardi scattò avanti e indietro da un paletto all’altro fino a quasi svenire e poi vomitò. Così tornai nello spogliatoio e pensai: ‘Non sono pronto per questo’. Le persone dicevano che quella squadra correva molto: erano pronti ad andare oltre ai limiti, erano pronti a morire sul campo per la squadra".











