Como, l'Europa non fa sconti: il parafulmine Cesc e un ko che può far bene
L'Europa non fa sconti, l'Europa esalta pregi e limiti tutti in un colpo. Se la prima vittoria in Champions League non si scorda mai, anche il primo ko può rimanere nella mente, ma al Como può fare bene. Da una squadra così giovane ed alla prima esperienza in un simile palcoscenico, al quale ci è arrivata ben prima delle previsioni nell'ambizioso progetto, non ci si può aspettare che sia perfetta nella gestione di imprevisti e di serate complicate come quella del De Kuip.
Il Feyenoord è andato sotto, ma con intensità asfissiante per i palleggiatori di Fabregas e una fase difensiva sempre dura e decisa non ha permesso poi troppo ad una squadra che in Italia raramente è stata messa così a dura prova. Fra gli imprevisti da gestire non c'è solo l'infortunio di Diao, ma anche la pressione di uno stadio che è stato davvero un uomo in più da battere. E aver vissuto una serata così è un primo motivo per cui può aver fatto bene a questi ragazzi esserci passati: così si fa l'esperienza.
Il secondo motivo è da legare alla via comunicativa scelta dallo stesso Cesc Fabregas. Che prima della sfida ha sorpreso con qualche scelta di formazione non consueta, dal cambio in porta a Perrone preferito a Da Cunha, fino a Kaiki sulla trequarti e soprattutto Douvikas fuori (con Nico Paz falso 9). "Prendetevela con me, non con i miei ragazzi", ha detto poi in conferenza stampa. Da Nico Paz a Jesus Rodriguez e Baturina, diversi dei giocatori più tecnici non hanno vissuto la loro miglior nottata e l'allenatore sa che l'unico modo per far sì che la vivano nel modo giusto è quella di fare loro da parafulmine.
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