Como, Fabregas: "Io vado a letto e mi chiedo 'come voglio perdere domani? Con paura?'"
14.43 - È tempo di recuperare la 16a giornata di Serie A per il Como, che sfiderà il Milan al Sinigaglia. Cesc Fabregas, allenatore dei biancoblù, presenterà il match in conferenza stampa. Orario d'inizio previsto per le 14:45. Diretta testuale a cura di TuttoMercatoWeb.
15.00 - Inizia la conferenza stampa.
Che partita uscirà contro il Milan? E Allegri?
"Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina è la Champions contro la Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c'è paragone. Ma noi domani dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere, è molto importante per noi. Vediamo che offre il Milan, ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic... la lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere".
Il Milan vince da muso corto, difficile rimontarlo. Cosa avete preparato a livello difensivo?
"Ovvio che lavorano sulle fasce, si deve proteggere bene. Comunque i ragazzi sono abituati ormai a giocare ogni tre giorni".
Il Como, come l'Inter, ha segnato di più nell'ultima metà di gara.
"Noi l'anno scorso abbiamo perso tanti punti in quella fase di partita. Perché noi venivamo dalla Serie B in A dopo tanti anni. Tutte le grandi squadre non mollano, hanno sempre orgoglio, la mentalità del campione. È questo che provo a trasmettere di più nei ragazzi, fino alla fine. Lo dico sempre, anche prima del Bologna. La spinta, il coraggio, la personalità di un campione. Essere un campione non vuol dire vincere sempre. Chi si rialza più velocemente e riprova, arriva a quello che vuole fare. Noi abbiamo una squadra giovane, ma stanno iniziando a conoscersi. Noi ci proviamo, quest'anno contro il Verona all'ultimo minuto, è importante... mentalità e fisico, chi entra dalla panchina fa la differenza. Una cosa per me molto importante. Tutti riconoscono che ok, sei triste perché non giochi, ma chi ti fa guadagnare punti è chi entra per 5 minuti e cambia la partita. Ci sono tante cose positive che si possono trovare. C'è spazio anche per la gente che non gioca. In questi ultimi momenti abbiamo trovato molte soluzioni e questo sarà molto importante per il nostro futuro".
Farà delle rotazioni con gli impegni ravvicinati?
"Non lo so, ci sono opportunità e giocatori che possono cambiare. Non è deciso niente per domani. Ma la squadra deve capire il messaggio che domani la partita è molto importante per noi. Chi fa 10-20-90 minuti deve sempre fare la differenza".
I giocatori sono più motivati contro un Milan ferito? E loro dove possono arrivare?
"Questo non è il mio lavoro, io ti parlo delle squadre più forti del campionato. Il Milan con Allegri e questi giocatori ovvio che possono fare bene. Dipenderà da loro, quanto più vincono avranno opzioni per lo Scudetto. Sulla difficoltà o meno io non credo tanto in questo. Due partite, due pareggi? Continuano ad essere forti. Se la squadra è più motivata per questo? No, non c'è senso. Con il Milan partita incredibilmente importante. Io non credo in squadra piccola o grande, tutti abbiamo la motivazione di fare bene".
Il Milan non era tanto equilibrato l'anno scorso, cosa cambia quest'anno?
"Hanno cambiato la maniera di pressare, giocatori dai profili diversi, Pulisic sta tornando ad essere il giocatore conosciuto al Chelsea. Per me però non è tanto importante, domani si deve vincere la partita, ovviamente con tattica. Dovremo giocare la nostra partita, godercela per il secondo anno in Serie A, far venire qua al Sinigaglia il Milan è tutto un onore per noi, vogliamo fare il meglio della nostra gente. E continuare il nostro percorso".
I cambi funzionano nel vostro progetto, visto che segnate tanto nel finale. Ma qualcosa serve sul mercato?
"Credi che abbiamo bisogno (ride, ndr)? Sugli esterni siamo andati in difficoltà? Sì, ma abbiamo vinto anche senza di loro. La testa deve fare click, e andare oltre le difficoltà. La mentalità del campione è quello che vede se tutto è positivo, che c'è un'opportunità. Addai, Kuhn magari non avrebbe giocato contro il Pisa... sono opportunità per tutti, per uno o per l'altro di dimostrare. E va bene. In questo mercato è difficile, noi siamo un gruppo giovane e che lavora molto, in questo momento molto convinto di quello che fa. E per un allenatore e una società è importante avere la gente focalizzata sull'obiettivo. Dobbiamo essere attenti a questo. Se non gioca Da Cunha sicuramente non è contento perché c'è Caqueret, Sergi Roberto, Perrone... se metti più gente, attenzione. Alcune volte è meglio essere meno ma tutti dentro, piuttosto che tanti e qualcuno si sente fuori".
TMW - Baturina è al secondo gol in campionato, cambia qualcosa dal fatto che è chiuso da Nico Paz? Perché potrebbe chiedere più spazio e sappiamo che ci sono state richieste...
"In questo momento non c'è niente. Da una parte e dall'altra. Vedo che la squadra non molla, è dentro il progetto. Leeds o altri club di Premier? In questo momento non c'è niente. Noi dobbiamo giocare domani, non ci fermiamo mai. Il mio obiettivo e focus è mentalizzare i ragazzi".
Come stanno gli infortunati?
"Diao non è pronto, ha iniziato a correre e fa palestra. Morata sta meglio, Goldaniga è già uscito in campo, ad Addai manca un po'... Per le prossime partite siamo chi siamo. Siamo in pochi e tutti sono dentro".
Lei è innamorato di Como. Ma cos'è oggi essere innamorato di una piazza?
"È molto personale. Oggi magari sei molto coinvolto, sei contento, si è visto con Xabi Alonso al Real. E magari alla fine non va bene. Dico di essere innamorato di tutto, della società e di Como, perché qua è tutto molto diverso. Lo stiamo creando tutti insieme. Sento che voi spiegate bene cosa succede a Como. Voi siete il quarto potere del mondo. Potete scrivere tutto quello che volete. Avete il potere di influenzare la gente. Oggi posso dire 'questo è bianco', ma se dite voi 'è nero' la gente crede a voi. Come in altri ruoli, non solo nel calcio. Qua stiamo facendo una cosa con molta serenità, tantissima attenzione al dettaglio, cullarlo come tuo figlio. Non andrò da Suwarso per un nuovo contratto o per altro, io faccio questo con il cuore. È una cosa preziosa, bellissima. C'è un confronto bello con i tifosi, anche se non ci vado a parlare. Anche se sono sempre aperto. Ma sono molto tranquillo su questo. Non ci sono dipendenti che vanno a lavorare al Como e basta. C'è gente che ha abbandonato la famiglia per venire qui. C'è tutto".
Nico Paz non è un problema alle volte? Magari a livello di proporre poco in certe occasioni, come domani dove servirebbe un centrocampo a tre.
"Lo dici per coprire Modric, Fofana e Rabiot. Se lasci al Milan spazio e tranquillità, senza pressione... l'unica cosa che so per certo è che siamo una squadra che contro l'Udinese abbiamo concesso un tiro. Due tiri contro il Bologna. Contro il Lecce pochissimo, contro il Pisa un po' di più perché abbiamo preso 3-4 contropiedi. Noi siamo aggressivi e concediamo molto poco. Le occasioni che concediamo sì, magari sono pericolose, ma è così. Bisogna essere sempre con il cuore a mille. Non vuoi correre rischi? Blocco basso, ma nessuno ti garantisce che così non concedi occasioni. Magari su cross, tocco di mano, rigore. La partita con la Roma? Non c'era Perrone, Nico era malato da 4 giorni, Diao così così... sono tante cose. Io non guardo solo una partita, ma cosa alla lunga ti dà di più. Poi vai con la tua idea, la tua mentalità. Noi cresciamo, la società cresce, è un processo. Noi abbiamo iniziato a spingere veramente due anni fa. Quindi continuità, idea chiara di partita in partita".
Dopo il ko con l'Inter ha detto che preferisce perdere con le sue idee. Domani andrà avanti con le sue idee?
"Sì. A me nessuno può confermare che se domani andiamo a difenderci tutti in area non si può perdere questa partita. Ho visto tante squadre perdere e farsi attaccare costantemente perché molli. Oggi voglio andare a letto e mi chiedo: 'Come voglio perdere domani? Con paura o come vogliamo essere?'. Dopo gestisci le cose, con la tattica, ma per me sta tutto qua. Una squadra con una filosofia chiara, con lo stesso messaggio. E non perché giochi contro di loro perché hai paura. Il giocatore lo sente. Non c'è stabilità, iniziano a dire alcune cose. Se cambi piccoli dettagli ok, ma la mentalità deve essere la stessa".
Modric ha 40 anni, lei 38 anni. Vi siete incrociati in Premier League. Pensa che avrebbe potuto giocare di più?
"Io non sono uno che pensa molto. C'è gente che vuole lottare fino alla fine, io volevo essere allenatore, lo sentivo dentro e volevo provarlo. Io sono felicissimo. Modric? Abbiamo giocato contro nella qualificazione di Champions League, io avevo 18 anni e lui 20 penso... poi Arsenal-Tottenham, Barcellona-Real. Lui è un fuoriclasse. Non lo conosco benissimo, mi hanno parlato di lui, ma ci sono giocatori che si vede l'atteggiamento e l'umiltà, per la carriera che parla da sola. Ancora oggi ti fa la differenza. Quando inizia a muoversi e ha tranquillità di muoversi è il numero uno".
Quella volta di lei a 18 anni e lui a 20 anni...
"Quella volta me la ricordo perché ho fatto due gol. Ho abbastanza memoria. Normalmente quando giochi contro questi tipi di fuoriclasse, già si sapeva che Modric avrebbe avuto una grande carriera. Se lo farò marcare a uomo? Ovvio. Adesso con Nico Paz se lo lasci da solo...".
Van der Brempt sta facendo molto bene...
"Parlo di come la vedo adesso come allenatore, che non è come quando ero giocatore. Da calciatore ti senti sempre bene, non guardi a cosa pensa l'allenatore: ora capisco tante cose, che non capivo da calciatore. Un allenatore dà molto valore alla parte fisica e deve pensare anche agli altri: Smolcic sta facendo bene, è arrivato Posch, Vojvoda può fare anche il centrale. Ovviamente, a volte deve ritornare a trovare quella fiducia, non per sapere che tipo di giocatore è, ma per ricordare. Abbiamo aspettato che stesse bene, poi c'è il momento in cui sai che il giocatore è bravo, ma è stato fuori da tanto tempo e devi aspettare il momento. A Roma ha fatto bene, a Lecce ha fatto 45 minuti molto bene. Ci sono cose difficili da spiegare, è importante saper gestire lo spazio giusto".
Bernardo Silva è un profilo che seguite? Ghedjemis del Frosinone?
“In futuro penso che la nostra filosofia sarà di andare avanti con gente giovane. Ogni volta meno gente di 30 e qualcosa anni… se c’è un’opportunità importante si fa. Noi vogliamo ringiovanire la squadra, avere un’età media. Non gente che ha già fatto ma che deve ancora fare. Ho bisogno per la mia maniera di essere, per la fame”
Porterà la Fiamma Olimpica a febbraio?
"Sì, non so se si possa dire. Il 3 febbraio, ma non corro eh".
Alterna spesso i terzini, sono solo sensazioni?
"Per noi gli esterni bassi e alti sono gente che corre molto, che spende tanto. È la stessa cosa per Van der Brempt: io aspetto tutti, però devo vedere chi sta bene e chi no. Mi devono dare segnali, in allenamento e quando entrano in campo. Però se non stanno bene in allenamento allora no".
15.48 - Conclusa la conferenza stampa di Fabregas











