Da Scamacca alle cessioni, la nuova Roma si costruisce a Londra
Dario Marchetti
Il Mourinho ter. si costruisce a Londra. Perché lo Special One, dopo aver rifiutato la proposta faraonica dell’Al-Ahly arrivata nella giornata di mercoledì, ieri, sempre a Londra, ha incontrato il general manager dell’area sportiva, Tiago Pinto. Dall’hotel, dove ha visto gli arabi, si è spostato in un ristorante, dove con il gm giallorosso ha tracciato le linee guida del mercato giallorosso che, dopo aver portato nella Capitale già Aouar e N’Dicka, ora guarda all’attaccante. Per questo il nome finito sul taccuino di Pinto è quello di Gianluca Scamacca, centravanti del West Ham alle prese con gli ultimi giorni di riabilitazione post operazione al ginocchio. Mourinho ha già avuto un primo contatto con calciatore e agente, trovando la disponibilità del giocatore a tornare a Trigoria.
Ora Roma e West Ham devono sedersi a trattare la formula con la quale trovare un accordo che per i giallorossi non può discostarsi dal prestito annuale. Anche oneroso andrebbe bene, ma spostando comunque il pagamento visti gli obblighi da rispettare e dettati dal Financial Fair Play. Dunque fondamentale diventa anche e soprattutto vendere. Ecco, quindi uno degli obiettivi principali del blitz londinese con Pinto a caccia di acquirenti per Ibanez e Zalewski, entrambi valutati sui 20-25 milioni ciascuno. Cedere entrambi o almeno uno dei due più gli esuberi entro il 30 giugno significherebbe non incappare nelle sanzioni previste dal settlement agreement stilato con l’Uefa nemmeno un anno fa.
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