Dal cannibale Klæbo al cyborg Haaland, fino alla rivelazione Bodo. Lo sport norvegese vola
E' un momento d'oro, è davvero il caso di dirlo, per lo sport norvegese. Nel giro di pochi giorni è arrivato il solito trionfo alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, con tanto di record aureo, con 18 medaglie del metallo più pregiato, e il passaggio del turno storico del Bodo/Glimt agli ottavi di Champions League, ai danni dell'Inter. Una norvegese mancava dall'elite europeo dal 1996/97, quando il Rosenborg eliminò un’altra italiana – il Milan in questo caso – nella fase a gironi (con una storica vittoria a San Siro per 2-1) per poi essere eliminata dalla Juventus ai quarti di finale (va però ricordato che allora dopo la fase a gironi si accedeva direttamente ai quarti di finale, ndr).
Meglio sorvolare su quanto dimostrato dalla Nazionale di calcio norvegese nel confronto diretto con quella azzurra, per non evocare ricordi terribile. Sta di fatto che ai Mondiali la selezione di Solbakken e Haaland ci sarà, interrompendo una striscia negativa di mancate qualificazioni durata 28 anni. Il bomber del City è certamente l'uomo copertina del movimento calcistico norvegese, mentre il "Re" Johannes Høsflot Klæbo è ovviamente il termometro di come lo sport nel paese scandinavo goda di una salute eccezionale.
Sei ori su sei nell'ultima edizione dei giochi, il fondista norvegese è stato l'uomo dei record a Cortina ed è già entrato nella storia non solo dello sci, ma dello sport. Un talento generazionale, è ovvio, ma anche un segnale chiaro di come in Norvegia lo sport abbia fatto il salto di qualità, a 360 gradi.











