Durosinmi e Hiljemark simboli di un Pisa che a gennaio ha totalmente sbagliato strategia
Il Pisa ieri sera all'Arena Garibaldi ha detto addio anche alle residue speranze di salvezza. A cinque giornate dal termine della Serie A la squadra toscana è a -10 dalla Cremonese, un distacco dal quart'ultimo posto che stasera potrebbe anche incrementare in caso di successo del Lecce al Via del Mare. Anche con una vittoria l'impresa sarebbe stata al limite dell'impossibile, ma adesso per i nerazzurri c'è solo da aspettare la matematica retrocessione. "Abbiamo buttato via la partita in sedici minuti. Se crediamo ancora alla salvezza? In questo momento non ha alcun senso parlare di salvezza: dobbiamo solo pensare a cominciare a vincere le partite, nient'altro", ha dichiarato al termine della gara finita 1-2 Oscar Hiljemark.
Arrivato agli albori di febbraio, il tecnico svedese in dieci partite da allenatore del Pisa ha conquistato solo quattro punti: una vittoria, un pareggio e otto sconfitte. E' riuscito a peggiorare l'andamento della squadra, nonostante l'ampia fiducia che gli aveva dimostrato il Pisa in sede di trattativa, nonostante un contratto anche per la prossima stagione. Da capire se la società gli darà fiducia anche per la Serie B 2026/27: complicato, molto complicato. Anche perché la scelta di un giovane emergente non ha prodotto alcun risultato. Né è servito un calciomercato di gennaio in cui il Pisa ha speso come pochi altri.
Già perché la squadra toscana nell'ultima finestra di calciomercato ha investito quasi trenta milioni di euro tra Loyola, Bozhinov, Stojilkovic e Durosinmi. Quest'ultimo a gennaio è arrivato per circa nove milioni di euro più due di bonus dal Viktoria Plzen, è stato portato in Italia già il 14 gennaio così da mettere subito a disposizione dell'allenatore un attaccante in grado di realizzare quei gol che sono mancati nel girone d'andata.
Peccato però che nel girone di ritorno le cose siano andate anche peggio. Il centravanti nigeriano, fin qui una sola rete in Serie A, ieri è entrato solo nel secondo tempo esattamente come contro la Roma, mentre nelle due precedenti partite era assente per squalifica a causa di un cartellino rosso rimediato a metà marzo contro il Cagliari. L'unico gol all'esordio contro l'Atalanta è ormai per lui solo un lontano ricordo, aspettative disattese al pari di quelle che aveva portato con sé Hiljemark. Errori che serviranno da lezione alla famiglia Corrado e ad Alexander Knaster per ripartire questa estate con un nuovo progetto. Per ricostruire la squadra in vista del prossimo campionato cadetto.











