Effetto Palladino, Bologna da secondo posto: soltanto la Lazio ha fatto meglio
Tredici punti in sei giornate. Un rendimento che, se si isolasse il campionato disputato dal momento dell'arrivo di Raffaele Palladino sulla panchina rossoblù, proietterebbe il Bologna al secondo posto in classifica, alle spalle della sola Lazio. Un dato che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione l'impatto del nuovo allenatore e la trasformazione vissuta dalla squadra nelle ultime settimane.
Da quando Palladino ha raccolto l'eredità di Domenico Tedesco, il Bologna ha cambiato passo, trovando continuità di risultati e soprattutto una nuova capacità di raccogliere punti. Sei partite sono ancora un campione limitato per trarre conclusioni definitive, ma sono sufficienti per fotografare una crescita evidente. I 13 punti conquistati rappresentano una media di oltre due a partita: un ritmo da zona altissima della classifica, che nel confronto con il rendimento delle altre squadre avrebbe portato i rossoblù immediatamente alle spalle della formazione biancoceleste.
Il confronto con le altre squadre del campionato assume così un significato particolare: nel periodo preso in esame, soltanto la Lazio avrebbe tenuto un passo superiore. Non si tratta di una semplice fiammata, ma di una progressione accompagnata da prestazioni convincenti e da vittorie pesanti. Basti pensare al successo di San Siro contro il Milan (unica sconfitta in Serie A fin qui per i rossoneri), arrivato con un roboante 4-2, e alla rimonta completata sabato sera contro il Monza, che ha permesso anche di spezzare il digiuno casalingo.
C'è poi un altro aspetto da considerare: Palladino è riuscito a restituire fiducia a un gruppo che, nella prima parte di stagione, aveva faticato a trovare una propria identità. Il pareggio all'esordio contro il Torino e la sconfitta con l'Inter non avevano ancora prodotto una svolta immediata, ma da Lecce in avanti il Bologna ha infilato una serie di risultati che ha cambiato completamente il volto della sua stagione. Quattro vittorie e un pareggio nelle successive cinque gare, con tre successi consecutivi nelle ultime uscite.
La media è di 2,16 punti a partita, un rendimento che proiettato sull'intero campionato significherebbe quota 82 punti. Naturalmente si tratta di una proiezione teorica, che non tiene conto delle difficoltà che inevitabilmente arriveranno nel corso della stagione, ma è comunque un indicatore significativo del ritmo imposto dal nuovo allenatore.
Palladino, insomma, non ha soltanto rimesso in carreggiata il Bologna: ne ha cambiato le prospettive. La classifica reale dice ancora che c'è strada da fare per raggiungere le posizioni europee, ma quella virtuale delle ultime sei giornate racconta una squadra che, per rendimento, ha già dimostrato di poter stare ai piani alti della Serie A. E adesso la sfida sarà una sola: trasformare questa rincorsa in una nuova normalità, evitando che l'entusiasmo di queste settimane rimanga soltanto una parentesi.






