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Il nuovo Sarri della Serie A ha seriamente rischiato di farsi cacciare a metà agosto, ma ora raccoglie i frutti di 26 anni di lavoro. E ai piani alti c'è chi si sfrega le mani

Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
Oggi alle 00:00Editoriale
03.11.2026 00:00Editoriale
Massimiliano Alvini sta facendo sognare i tifosi del Frosinone: dopo dieci giornate di Serie A la sua squadra ha 20 punti ed è sesta in classifica
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

"Dal modello di gioco alla preparazione della partita: affrontare il Napoli di Maurizio Sarri". Nel 2018 Massimiliano Alvini a Coverciano otteneva il patentino Uefa Pro con una tesi con questo titolo. Da sempre estimatore del tecnico che oggi vive momenti molto complicati all'Atalanta, allena da 26 anni. Ha ottenuto sette promozioni e partendo dalla Promozione ha scalato tutte le categorie. Prima il Signa e poi il Quarrata, il doppio salto col Tuttocuoio per iniziare dopo nove stagioni di onorata carriera nel calcio regionale una lunga traversata tra Serie D e Serie C. Ha saggiato il campionato cadetto per la prima volta sei anni fa, poi due stagioni più tardi la prima avventura in Serie A: diciotto gare alla guida della Cremonese senza vincerne una e il ritorno in cadetteria per ricostruirsi. Lo Spezia, il Cosenza e poi la svolta definitiva a Frosinone.

Quella di Massimiliano Alvini non è la storia di un predestinato, ma quella di un tecnico che ha sempre creduto di poter arrivare in Serie A. Che quando poteva accontentarsi di una carriera discreta ha imposto il salto di qualità prima a sé stesso e poi alle sue squadre. "Ci ammazza ogni giorno sia a parole che con gli esercizi. In allenamento piangiamo, ma alla fine sorridiamo in partita. Lavoriamo tantissimo, in spogliatoio sento solo ragazzi che si lamentano di quanto fatichiamo, però poi in partita sentiamo nel corso quanto ci fa bene questo lavoro", ha dichiarato recentemente Daniel Birligea, attaccante che adesso con l'infortunio di Antonio Raimondo sarà chiamato a dare molto di più alla causa giallazzurra.

Oggi Alvini guida una neopromossa sesta in classifica che ha conquistato venti punti in dieci partite. Per origini, per curriculum e per percorso di crescita sembra poter diventare il nuovo Maurizio Sarri. Può emulare il percorso di un allenatore che proprio come lui s'è consacrato tardi, ma poi s'è rifatto con gli interessi. Che oggi è in difficoltà, ma ha espresso un calcio magnifico alla guida del Napoli e poi ha vinto con la Juventus e col Chelsea. Questo Alvini oggi non può non essere sulla bocca e nei pensieri di tutti i presidenti di Serie A, ma solo due mesi e mezzo fa il suo divorzio dal Frosinone sembrava cosa probabile. Il più quotato dai bookmakers. Ricordate?

Era il 16 agosto e dopo la gara di Coppa Italia contro la Juve Stabia sulla campagna acquisti decisa dal fondo statunitense si esprimeva così: "Sono giocatori che non ho scelto. Sono giocatori che sono arrivati, li devo allenare, li devo conoscere. Devo conoscerli per schierarli. Io non sono stato coinvolto nel mercato: io e Castagnini siamo stati coinvolti soltanto nelle conferme dello scorso anno di Cittadini, Calvani, Raimondo e Fini. E poi Amey e Desplanches. Il resto dei giocatori sono arrivati e ci vorrà del tempo per conoscerli e capirli". Nel mirino i dirigenti del fondo Clara Vista Investment Partners, un rapporto che sembrava destinato a finire in pochi giorni e che oggi non può che essere diverso. Ma in quel discorso c'è tutto l'allenatore di Fucecchio che in questi 26 anni non è cambiato: spigoloso e sincero, disposto a perdere ma non a sacrificare le sue idee.

Alvini il 16 agosto aveva ragione perché il Frosinone che oggi vola in campionato ha avuto grazie al fondo Clara Vista la forza di trattenere Ghedjemis e investire circa 25 milioni per Bobcek e Schmid. Per Hasa, Terzic, Birligea, Tchato e Fayed, per ingaggiare Grillitsch e Akpoguma. Ma oggi se i canarini sono lì in alto è soprattutto per la volontà di Alvini di confermare il blocco della promozione. Di trattenere Calò quando tutti tranne lui pensavano fosse un giocatore di Serie B, di puntare su giocatori come Palmisani e Oyono, su Calvani e Raimondo. Su Monterisi, Cittadini, Bracaglia, Cichella, Fini, Kvernadze e Ghedjemis. Tutti calciatori che oggi sono sulla bocca di tutti, ma quanti tifosi neutrali li conoscevano fino a poche settimane fa? E soprattutto, quanto è aumentato oggi il loro valore in meno di tre mesi?

L'impressione è che oggi solo Palmisani, Raimondo, Calvani, Kvernadze, Ghedjemis e Schmid messi insieme valgano non meno di 150 milioni di euro. Non tutti sono di proprietà del Frosinone, ma tutti resteranno fino alla fine della stagione e poi si vedrà. Perché oggi Clara Vista è importante soprattutto per dare al club questa forza economica, una stabilità che permette al Frosinone di avere già una rosa molto ricca grazie soprattutto allo straordinario lavoro di Massimiliano Alvini. Cinquantasei anni di cui 26 trascorsi sulle panchine di tutte le categorie, esperienze a tutti i livelli fondamentali per arrivare esattamente dov'è adesso.

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