Fabregas-Allegri, old school contro novità: stavolta il Como ferma il Milan. E l'Europa chiama
Quello che ha colpito un po' chiunque ancor prima del calcio d'inizio di Milan-Como è stata la scelta di Cesc Fabregas di proporre per la prima volta una difesa a tre. Ramon-Diego Carlos-Kempf, tutti e tre i centrali al momento a disposizione - in assenza di Goldaniga - per posizionarsi almeno sulla carta a specchio contro i rossoneri e poi svariare come suo solito nel corso della partita di San Siro.
Una nuova arma?
Ha fatto certamente male, malissimo anzi, l'andata del Sinigaglia che dall'1-0 e un paio di occasioni di allargare il vantaggio il Como si è ritrovato con il nulla tra le mani e la frustrazione di una sconfitta per 1-3 (la prima formato casalingo della stagione) tra errori e cinismo del Milan. Oltre alla classe di Rabiot e i miracoli i Maignan. Stavolta però Fabregas ha architettato un sistema a specchio per contrastare il 3-5-2 rossonero, punendo l'errore fatale di Maignan con il cinismo di Nico Paz e conquistando un punto importantissimo che forse sarebbe potuto essere qualcosa di più. Un primo tempo scarno del Diavolo, troppo impreciso e sconclusionato dagli ultimi metri, poi il gol di Leao - evitabile per l'uscita a vuoto di Butez - ha riaperto la partita ma i lariani sono stati in grado di reggere l'urto. Agguantare il pareggio permette di agganciare l'Atalanta al sesto posto. E confermare quanto di buono possa garantire una difesa a tre.
Due scuole di pensiero opposte
Il Milan si è confermato quello di tutta la stagione, sornione e in attesa dell'occasione giusta per ferire l'avversario, seppur impoverito dall'assenza di Rabiot. Dall'altra il Como, eccetto alcuni frangenti del secondo tempo, si è dimostrato in grado di incassare un solo colpo - da Leao questa volta - e restare in piedi. Prova di grande maturità da parte degli enfant terribles di Fabregas, specialmente dopo il mezzo passo falso con la Fiorentina al Sinigaglia. Con l'1-1 tengono vivo il sogno Europa, alimentando speranze e fantasie in una piazza e una città intera. Una favola del calcio italiano che non vuole avere fine, pronta ad affrontare un altro capitolo problematico. La trasferta in casa della Juventus, senza Nico Paz (squalificato).











