Fiorentina, è iniziata ufficialmente l’era Paratici: i punti in agenda del nuovo dirigente viola
In casa Fiorentina è ufficialmente iniziata l’era di Fabio Paratici. Il dirigente ex Tottenham è arrivato nel pomeriggio di ieri a Firenze e già oggi si presenterà alle ore 13:00 in conferenza stampa al Viola Park. Diventerà il nuovo direttore sportivo della squadra, con l’obiettivo intanto di portare in fondo al meglio questa stagione, nella quale è arrivato in corso d’opera, per poi costruire la squadra gigliata del futuro. Un’agenda già particolarmente fitta, la sua, in cui Paratici dovrà subito mettere in atto alcuni compiti.
La salvezza
L’obiettivo primario da portare a casa, innanzitutto, è la salvezza. Senza se e senza ma. In che modo Paratici potrebbe aiutare la squadra al raggiungimento dell’obiettivo? Innanzitutto portando la propria esperienza, il proprio carisma e la propria leadership nello spogliatoio. Diventare quella figura che tiene le redini della squadra nei momenti di difficoltà e che spesso a Firenze, nell’ultimo periodo, è mancata. Facendosi sentire all’interno delle mura del Viola Park e mettendoci la faccia davanti nel corso dei momenti di crisi. Insomma, una figura che si carichi la rosa sulle proprie spalle.
Costruire una base per il futuro
Detto che la salvezza è condizione necessaria e imprescindibile per la realizzazione di un nuovo corso, Paratici avrà poi il compito di capire chi saranno i giocatori che ne potranno far parte. Individuare quello zoccolo duro dal quale ripartire in un mercato, il prossimo, che ancora una volta si preannuncia rivoluzionario. Gli ultimi arrivati, Brescianini, Fabbian e Rugani, tutti con un riscatto legato alla permanenza in Serie A. E ancora capitan De Gea, probabilmente due giovani italiani come Comuzzo e Fagioli. E come non citare Dodô, con il quale Paratici ha in programma proprio qualche incontro per cercare un’intesa sul rinnovo di contratto. Questi i calciatori che dovrebbero essere sicuri, o quasi, di far parte della Fiorentina del domani, con le incognite di big come Kean, Gudmundsson o Piccoli.
Nodo allenatore
Infine, cercare di battezzare quanto prima possibile colui che prenderà la guida della squadra. Con il senno di poi, forse, la Fiorentina la scorsa estate fu anche penalizzata dall’attesa necessaria prima che l’Al Nassr liberasse Stefano Pioli. Quest’anno non dovrà essere ripetuto lo stesso errore. Servirà fin da subito chiarezza su chi sarà il prossimo allenatore, che sia Vanoli o un altro.











