Si chiude male il 2025, si apre peggio il 2026. Per la Triestina, ora, problemi con la Finanza
Non bastava la penalità di 23 punti, e neppure l'ultimo posto nella classifica del Girone A di Serie C. La Triestina deve adesso affrontare un'altra tegola, che, al momento, non è dato sapere come inciderà - e se inciderà - sulla stagione corrente. Il riferimento è ovvio, e si collega alla perquisizione che c'è stata ieri nella sede del club da parte della Guardia di Finanza di Trieste, su delega dalla Procura della Repubblica del capoluogo giuliano: al centro dell'attività investigativa, reati di riciclaggio, finanziamenti sospetti, bilanci in rosso e criptovalute. Diversi, per altro, gli indagati, tutti succedutisi nel CdA alabardato.
Come si legge sull'ANSA, "denaro sospetto a partire da quello conferito, nel 2023, da una società romana che avrebbe riversato a Trieste liquidità derivante da finanziamenti ottenuti dalla Banca Progetto (poi commissariata dalla Banca d’Italia)", ma anche ingenti somme arrivate dall'estero, con circa 40 milioni di euro riconducibili; somme che appaiono contraddittorie con la situazione patrimoniale del club, che alla lunga ha anche portato alla prima citata penalizzazione.
Al momento, non sono state diffuse note dall'attuale proprietà, che dovrà però poi far chiarezza anche per spiegare quello che potrebbe succedere a una squadra che sta facendo di tutto per stare in piedi, ma che continua a subire colpi. Anche a tradimento.











