Fiorentina, scampoli di 'vero' Oulai. Il confronto con Fagioli è netto: ma vederli insieme?
Una delle mosse tattiche che ha permesso nel secondo tempo alla Fiorentina di riaprire la partita del Franchi contro l’Atalanta, poi terminata sul 2-2 anche a causa delle consuete amnesie difensive viola, è stato l’ingresso di Christ Inao Oulai. Dopo due panchine consecutive, il centrocampista è tornato in campo, scelto da Vanoli per prendere il posto di un Fagioli apparso appannato e particolarmente nervoso, e ha rappresentato una carta importante per ridare slancio alla squadra che nei primi 45’ aveva sofferto terribilmente le scorribande di De Ketelaere e Gaetano.
Il confronto tra Fagioli e Oulai
Il confronto tra Fagioli e Oulai pende totalmente dalla parte dell’ivoriano, molto più a suo agio rispetto al compagno di squadra nel ruolo di schermitore e costruttore di gioco in una mediana a due. Quattro contributi difensivi, un contrasto vinto, due intercetti, una chiusura, sono solo alcuni dei numeri che fotografano il gran secondo tempo di Oulai. L’ex Trabzonspor si è fatto preferire anche per quanto riguarda i recuperi (3, contro 1 di Fagioli), per i duelli a terra vinti (2 su 4 quelli di Oulai, 0 su 4 quelli di Fagioli), ma soprattutto per i cinque palloni persi a discapito dei sette dell’ex Juventus e soprattutto dei dribbling subiti: zero da Oulai, ben quattro da Fagioli.
Oulai imprescindibile, perché non provarlo con Fagioli?
Insomma, la gara del Franchi ha dimostrato come al netto dell’importanza di due come Fagioli e Ndour, questa Fiorentina non può rinunciare alla verve e alle abilità difensive di Oulai. Chissà che nelle prossime settimane non possa riproporsi quello che in estate era stato uno dei grandi temi rigettati da Fabio Grosso: perché non provare l’ivoriano come regista basso e sganciare Fagioli nel ruolo di mezz’ala, posizione che in Nazionale ha dimostrato di avere forse più nelle sue corde? Una domanda a cui dovrà rispondere Paolo Vanoli, che intanto sul classe 2006 continua a predicare calma: “È un ragazzo giovane e come tale va fatto crescere anche lasciandoli in panchina. Si è trovato in Italia, in un campionato dove non conosce la lingua. Questa settimana l'ho visto diverso e stasera l'ho dimostrato ma per le potenzialità che ha ha ancora tanto da lavorare”.






