Galliani: "Quando prendemmo Sacchi ci diedero dei matti. Ecco come sono nati i giorni del Condor"
"Quel Milan pensava in grande perché il suo presidente, Silvio Berlusconi, pensava in grande”. Nell’intervista concessa al podcast “Colpi da maestro”, Adriano Galliani ha raccontato i suoi lunghi anni rossoneri, con Sacchi, Capello e Ancelotti: “Quando abbiamo scelto Sacchi, la gente diceva che eravamo matti. Arrigo faceva giocare bene le sue squadre, ma era un allenatore che nell'anno prima di venire al Milan non aveva conquistato la promozione dalla Serie B con il Parma.
Di Capello si diceva che era il cocco di Berlusconi perchè Fabio non allenava da anni e faceva altro. Il terzo colpo è stato Ancelotti che lo chiamavano il 'perdente di successo' perchè nei due anni precedenti al Milan era alla Juve e arrivò secondo per due volte. Non andrebbero ricordati solo i colpi da maestro per quanto riguarda i giocatori, ma anche gli allenatori. Dopo il Milan sono tornato a Monza e credo che un colpo di maestro sia stato prendere l'allenatore della Primavera Palladino e portarlo in prima squadra. Gli allenatori incidono molto sui risultati delle squadre".
Spazio anche ai famosi “giorni del Condor”: "Nasce dal fatto che c'era un film che si chiamava 'I tre giorni del Condor'. Io ho pensato che i tre giorni del Condor fossero i giorni finali del mercato. Sono arrivato a fare cento mercati. Io inizio la mia carriera nel 1975 al Monza e ho finito con il mercato del Monza del 2025. Il primo colpo è stato uno scambio: il Monza prende Braida e dà al Palermo Peressin. Io mi ricordo tutti i colpi. Dal 1975 io ho sempre visto una cosa: i valori dei calciatori scendevano con il passare del mercato. Se devi vendere un giocatore lo devi vendere all'inizio del mercato, se vuoi comperare devi prenderlo a fine mercato. Io penso che tutte le squadre hanno più giocatori di quello che servono. Quindi i giorni del Condor devono essere gli ultimi giorni. Non sempre, ma spesso negli ultimi giorni operazioni che erano dei no diventano dei sì, o anche operazioni che sembravano essere impossibili diventano possibili. Così nascono i giorni dei Condor. Quelli di cui vado fiero? Il primo, Ancelotti: era il 1987. Ma anche Leonardo dal PSG e senza dubbio Alessandro Nesta”.











