Genoa, De Rossi: "Baldanzi ha fatto una grandissima partita, speriamo resti"
20:10 - Tra pochi minuti le dichiarazioni di Daniele De Rossi al termine di Pisa Genoa. Diretta testuale a cura di TMW.
La crescita del giovane e l'importanza della "partita sporca"
"Sono molto contento per lui, parliamo di un ragazzo ancora molto giovane. In questi mesi, chi ha giocato davanti a lui nelle gerarchie ha fatto benissimo, e forse questo ha un po' rallentato il suo impiego. Magari anch'io sono stato un po' 'fifone' nel lanciarlo dal primo minuto, ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha sempre fatto il suo dovere. Credo che contro il Verona abbia interpretato la gara nel modo giusto: ha rubato palloni e ha fatto la partita 'sporca' che serviva in quel momento. Oggi, invece, ci ha fatto vedere qualcosina in più, facendo un altro passo in avanti verso il giocatore che può diventare."
L'aereo dedicato da ITA Airways e il rapporto con il volo
"Questa è stata senza dubbio la settimana dell'orgoglio, ho ricevuto davvero tanti complimenti e mi riempie di soddisfazione. La cosa ironica è che a me l'aereo fa una paura tremenda! [Ride, ndr]. Però venendo ad allenare qui a Genova ho dovuto imparare ad apprezzare persino gli atterraggi difficili sulla pista in riva al mare, con il vento che ti sposta... Scherzi a parte, ricevere un riconoscimento del genere, dedicato solo a pochi atleti nella storia, è un motivo di grandissimo orgoglio."
La prestazione di Colombo e il sacrificio dell'attaccante
"Per quanto riguarda Colombo, ha fatto una grandissima partita. Sono contentissimo di lui, di quello che sta facendo e di come sta giocando, che va ben oltre la rete segnata. Spesso chi fa questo ruolo vive con la piccola ossessione di dover fare gol a tutti i costi. Invece, se un attaccante torna indietro, fa a sportellate, si sbatte e lotta per la squadra, per me fa un lavoro preziosissimo. Io sono orgoglioso di lui e glielo riconosco apertamente, senza fare come tanti allenatori – magari più bravi di me – che per tenere alta la tensione dicono sempre: 'Sì, ma non basta'. A me invece questo sacrificio piace moltissimo."
Il coraggio e l'identità di squadra
"Trasmettere coraggio è la primissima cosa che un allenatore cerca di fare. Quello che si vede in campo è esattamente ciò che un tecnico prova a dare ai suoi giocatori: sia a livello di scelte pratiche e tattiche, sia nella mentalità, nel modo di allenarsi e nella capacità di supportarsi a vicenda. Per questo motivo, sono veramente contento e orgoglioso che sia stato sottolineato questo aspetto del nostro gioco."
L'elogio di un "maestro" che ha fatto la storia a Genova
"Qui a Genova c'è stato un allenatore che ha aperto un paio di cicli importanti, ha avuto sempre il coraggio di spingersi in avanti e ha fatto la storia di questa piazza (il riferimento implicito è a Gian Piero Gasperini, ndr). È stato proprio lui a farmi uno dei primi complimenti, dicendo: 'La squadra di De Rossi ha coraggio'. Per me significa tantissimo che un tecnico così apprezzato, qui e ovunque, mi faccia un elogio andando a toccare proprio quella specifica qualità."
L'analisi della gara e l'errore sul contropiede
"Una squadra coraggiosa è una squadra che alla fine costruisce qualcosa e porta a casa il risultato, anche solo dal punto di vista della mentalità e della cultura sportiva. Poi, ovviamente, bisogna saper distinguere: ad esempio, sul gol che abbiamo subìto il coraggio non c'entra nulla. Lì abbiamo commesso tanti errori nella lettura di quel contropiede avversario. Al netto di questo, però, la squadra ha disputato una partita che per me è stata interpretata bene. Anche nel primo tempo, quando siamo andati sotto nel punteggio, i ragazzi hanno fatto le cose nel modo giusto, dimostrando di essere una squadra viva e capace di far soffrire l'avversario."
Il finale di campionato e il rispetto per i tifosi
"Dobbiamo assolutamente mantenere un assetto importante in campo. Domenica ci saranno di nuovo 32-33.000 spettatori ad assistere alla partita e non possiamo certo presentare un'accozzaglia di riserve mandate in campo solo per concedere qualche minuto di visibilità. Faremo le nostre scelte per schierare una squadra vera e competitiva. Ovviamente, spero ci sia l'occasione a partita in corso di dare spazio a quei giocatori che stimo molto e a cui ho concesso meno minutaggio in questi mesi, magari dando anche un po' di fiato a chi in estate sarà impegnato con le Nazionali. Ma non sta scritto da nessuna parte che stravolgeremo la formazione iniziale: dobbiamo onorare la maglia che indossiamo, lo stadio pieno che ci accoglierà e la regolarità del campionato, perché affronteremo avversari che si giocano ancora obiettivi importanti. In più, non dimentichiamo che la nostra salvezza al momento è solo teorica e non ancora aritmetica, quindi a maggior ragione dobbiamo scendere in campo per dare il massimo."
L'esuberanza giovanile e la gestione di Ekhator
"Per quanto riguarda lui, parliamo di un ragazzo davvero tanto giovane, è persino più piccolo di mia figlia. È un ragazzo dal cuore d'oro. Come posso descriverlo? Non direi che è 'turbolento', sarebbe la parola sbagliata, ma sicuramente è un tipo molto sanguigno e vivo. È un giocatore 'selvaggio' per come si butta sulle palle e per come gioca, e a volte lo è altrettanto nelle sue esternazioni, perché è uno che si fa capire subito quando qualcosa non gli sta bene. È un ragazzo genuino e va gestito sapendo incanalare questa sua grande energia."
L'istinto e l'enorme potenziale del giovane attaccante
"Ha un grande carattere e ci mette tanto cuore. Magari dal punto di vista tattico non sarà ancora un mostro, ma sta trovando la sua strada e, soprattutto, si muove da vero attaccante. Finora è stato un giocatore molto istintivo: in campo faceva giocate e movimenti che, se poi gli chiedevi di spiegarti, non sapeva nemmeno lui perché li avesse fatti. Adesso stiamo lavorando per inquadrarlo tatticamente e dargli una forma ben precisa. Se riusciamo a sgrezzarlo, può diventare veramente un giocatore esplosivo: è potente, tecnico, veloce, ha una grande elevazione di testa ed è fisicamente elastico. Ha un potenziale enorme, è veramente bravissimo."
La grande prestazione e il futuro di Baldanzi
"Per quanto riguarda Tommaso, ha fatto una grandissima partita, è stato abilissimo. Ci ha offerto tantissime soluzioni nel giro palla e nell'uscita dalla loro pressione. Ha fatto la differenza anche negli episodi chiave, risultando decisivo: si è procurato il rigore e da una sua iniziativa al tiro è nata un'altra azione importante. Parliamo di un giocatore incredibile. Sta crescendo tantissimo e sono convinto che continuerà a migliorare sempre di più, a patto però di poter giocare con continuità. Ed è esattamente la continuità di impiego e di rendimento che, secondo me, qui da noi ha l'occasione di trovare. Si è inserito in questo gruppo in maniera formidabile, da bravo ragazzo qual è. Siamo assolutamente contenti che ora si stia togliendo le sue soddisfazioni. All'inizio ha fatto un po' di fatica a trovare la condizione ideale: si era infortunato ed era veramente dispiaciuto e deluso per come stavano andando le cose. Per fortuna l'abbiamo recuperato e ha ritrovato il suo livello. Se c'è la possibilità che resti? Magari lo vado a prendere direttamente a casa io, questa è la mia risposta! [Ride, ndr].
Scherzi a parte, sappiamo che la sua squadra di proprietà è un club di livello superiore al Genoa, e sapete tutti benissimo quanto mi stia a cuore quella piazza (la Roma, ndr). Fui proprio io a portarlo lì, e continuo a pensare che in quel momento fosse il passo più giusto da fare per la sua carriera. Tuttavia, lui adesso sta bene qui da noi e credo debba stare in un posto in cui possa giocare con continuità, divertirsi e dimostrare a tutti quanto è bravo. Non giudico le scelte che sono state fatte o che faranno, ma un giocatore con quelle qualità merita di giocare ed essere felice. Il mio consiglio per lui è esattamente questo: trovare il contesto giusto per esprimersi al massimo."
Il nuovo volto del Pisa e il rispetto per i colleghi
"Nella conferenza di venerdì ho evitato di fare paragoni diretti tra i due allenatori che si sono succeduti sulla loro panchina, sia per correttezza, sia perché uno è un mio amico e l'altro è stato un mio avversario in campo quando giocavo. Inizialmente il Pisa era stato costruito affidandosi a una struttura fisica importante e cercando un gioco molto verticale; adesso questo atteggiamento tattico è cambiato molto. Tuttavia, analizzando i dati sul possesso palla, sui recuperi e sulla pressione alta, per certi versi le due squadre si somigliano. All'andata eravamo passati subito in vantaggio, ma era un'altra partita e forse anche noi eravamo un altro Genoa. Quella era una sfida ancora più delicata, eravamo più vicini come punteggio e ricordo bene che ci misero in grande difficoltà. All'andata facemmo un brutto secondo tempo. Mi ricordo che fu una delle poche volte in cui le sostituzioni incisero male sulla gara. Pur avendo fatto delle cose molto buone, prendemmo un gol un po' sfortunato e ci misero in grande difficoltà. Oggi, in occasioni simili, siamo andati giù e abbiamo preso gol. Non possiamo commettere leggerezze contro formazioni così organizzatissime e forti fisicamente. Nel primo tempo si è vista tutta la differenza motivazionale tra noi e una squadra che ha un disperato bisogno di punti; noi, al contrario, ci abbiamo messo un po' meno ardore. Questa volta la fame e la foga agonistica sono state tutte a loro favore, ed è un atteggiamento che non possiamo permetterci. Poi abbiamo lottato fino alla fine e ribattuto colpo su colpo, ma ribadisco: pur avendo cambiato guida tecnica, affrontavamo un avversario veramente difficilissimo da affrontare e da battere. La mia carriera me la scrivo tutti i giorni. Ogni volta che mi sveglio, vado al campo con una voglia incredibile. Sento il dovere di fare le cose fatte bene al 200%, e c'è un motivo ben preciso dietro questa spinta: il fatto di vivere lontano da mia moglie e dai miei figli. È un sacrificio che fatico ancora ad accettare. Nonostante qui a Genova io stia benissimo, e sia stato da Dio anche in passato a Ferrara, il fatto di non stare quotidianamente con la mia famiglia e di sottrarre un pezzetto di me ai miei figli che crescono è una cosa che mi fa ancora emozionare e venire il nodo alla gola solo a parlarne".











