Gli affari sfumati: la Juventus non si regala la ciliegina Nandez. Colpa della formula
Dopo Zakaria e Vlahovic, la Juventus ci ha provato fino all'ultimo a regalare a Massimiliano Allegri anche un altro rinforzo poliedrico e di qualità. Nahitan Nandez era stato individuato come il giocatore in grado di garantire qualcosa di diverso alla rosa bianconera, l'occasione di mercato da cogliere alle giuste condizioni che però, evidentemente, non si sono presentate.
La posizione del Cagliari - Il club sardo non ha mai chiuso all'addio dell'uruguaiano, ma ha sempre fatto muro di fronte a richieste di sconti e ribassi vari. In tal senso era stato chiaro il presidente Giulini nei giorni scorsi: "Per lui abbiamo speso tanti soldi e vorremmo recuperarli, non siamo interessati a contropartite tecniche". Una posizione poi confermata dai fatti visto che il Cagliari, come successo in estate quando l'interlocutore era l'Inter, non ha mai indietreggiato di un millimetro.
La distanza sulla formula più che sulle cifre - La Juventus si era mossa e chiedeva il solito pagamento posposto. Un prestito, magari oneroso, con diritto di riscatto a giugno. Una formula che il Cagliari non ha mai particolarmente gradito, chiedendo acquisto subito o al limite l'obbligo di riscatto. E anche lo stesso giocatore è sembrato in linea con questa idea, preferendo quantomeno la promessa di un acquisto definitivo in modo da non dover più rischiare di tornare a Cagliari. La Juventus ha provato a mediare, al di là della valutazione complessiva fra i 17 ed i 18 milioni e del possibile inserimento di Kaio Jorge, ma alla fine la fumata bianca non è arrivata. E ancora una volta Nandez è rimasto a Cagliari.





