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Hellas Verona, il primo bilancio. Quanto è dura la rivoluzione: i big rimasti faticano

Hellas Verona, il primo bilancio. Quanto è dura la rivoluzione: i big rimasti faticanoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 20 settembre 2022, 13:15Serie A
di Marco Conterio

Un Hellas Verona sin troppo rivoluzionato in estate, visto che ha perso gran parte dei suoi big, si è trovato davanti a una sfida difficile. Rinnovato, con il monte ingaggi ribassato, con un nuovo tecnico ma costretto a ripartire subito per non annaspare dopo. Risultato riuscito solo in parte: quartultimo, il ko contro la Fiorentina è il quarto in stagione a fronte di una sola vittoria e due pareggi. C'è però da dire che negli scontro diretti non è mai uscito sconfitto.

Il migliore - Thomas Henry
Arrivato dal Venezia, il centravanti francese non ha perso il vizio del gol e si è dimostrato da subito la punta che cercava il Verona per il dopo Simeone. Quantità, qualità, fisico: dopo due stagioni così in Italia, se terrà passo e ritmo, è destinato a fare il salto di qualità che sia in Serie A o in un'altra grande lega europea.

La delusione - Ivan Ilic
Uomo mercato dell'Hellas, poi rimasto alla corte di Gabriele Cioffi all'Hellas, non è riuscito ancora a incidere e a imporsi come nell'anno passato. Dirimpettai diversi, anche se al fianco c'è sempre Tameze, una difesa dietro che non lo scherma come nella scorsa stagione, non riesce a dare quell'impluso alla manovra di cui sarebbe decisamente capace.

La rivelazione - Josh Doig
Lo scozzesino, vent'anni compiuti a maggio, preso in estate dall'Hibernian, si è subito adattato. Alla prima da titolare, gol e vittoria, l'unica, dell'Hellas in stagione. Solo in panchina nell'ultima, ha giocato però tutta la gara anche con la Lazio. Giocatore di buona prospettiva, una delle tante speranze riposte nel futuro dal club di Setti che difficilmente fallisce l'obiettivo quando si tratta di giovani talenti.

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