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Iafrate, CEO Miami United: “Lavoriamo per l’ingresso nella MLS Next Pro. E con l’Inter Miami…”

Iafrate, CEO Miami United: “Lavoriamo per l’ingresso nella MLS Next Pro. E con l’Inter Miami…”
Oggi alle 10:03Serie A
Francesco Benvenuti

Il calcio a Miami non è solo sinonimo di Inter Miami, David Beckham o Lionel Messi.
Alle spalle del colosso fondato nel 2018 e campione della MLS nel 2025 c’è un movimento in grande fermento, guidato dalla più antica società calcistica della città della Florida, il Miami United FC, fondato nel 2012 dall’italiano Roberto Sacca. Dopo un lungo percorso da general manager un altro figlio del Bel Paese come Tony Iafrate ad inizio febbraio è diventato il CEO del club – attualmente sotto l’egida della UPSL – lasciando il proprio ruolo a Sebastian D’Angelo, ex portiere tra le altre del Boca Juniors.

“Gli obiettivi sono in espansione – racconta a TuttoMercatoWeb proprio Tony Iafrate – e stiamo portando avanti numerosi progetti. Uno dei più rilevanti è quello legato al passaggio nella MLS Next Pro, dove si trovano le seconde squadre della MLS e alcune realtà indipendenti come la nostra.
E fuori dal campo?
In un contesto come quello statunitense, senza promozioni e retrocessioni, l’unico modo per crescere è con un progetto economico e infrastrutturale di un certo tipo, e infatti stiamo lavorando con la città di Miami per individuare un’area in cui poter costruire il nostro centro sportivo e nel frattempo crescere anche come Academy. La nostra proprietà intanto ha acquistato un club di prima divisione in Paraguay e uno di seconda divisione in Uruguay, con l’idea di costruire un pool di squadre come fatto dal City Group.

Quali sarebbero le principali conseguenze dell’approdo nella MLS Next Pro?
In primis il rapporto diretto con i club della MLS e la possibilità di entrare nel loro ecosistema, a partire da una maggiore visibilità per la compravendita dei calciatori e poi a livello economico, visto che entrerebbero in gioco i diritti televisivi e le sponsorizzazioni veicolate dalla stessa Lega.
Stiamo lavorando - sia a livello burocratico che di linee guida da rispettare – per approdarvi già dal 2027.

Come sono i rapporti con l’Inter Miami?
Recentemente abbiamo svolto anche delle amichevoli con loro e il legame tra i club è assolutamente positivo.

Al punto da immaginare una collaborazione?
Posso dirvi che qualcosa bolle in pentola, vedremo...

L’idea di creare un "ponte" anche con l’Italia è sempre attuale?
Assolutamente sì. Abbiamo contatti stretti e diretti con l’Italia. Mi piacerebbe molto creare una collaborazione – anche a livello di marketing - con un club di Serie A e organizzare una tournèe in Italia, magari con cadenza annuale.

Che cosa rappresenta il calcio oggi in un contesto come quello di Miami?
“Semplicemente” lo sport più praticato, anche più del football americano. La maggioranza della popolazione è latina, e questo già di per sé ha aiutato nella sua diffusione, ma poi con l’arrivo di Beckham prima e Messi poi è cambiato tutto. I numeri delle Academy sono in grande crescita e si è creato un effetto domino anche a livello economico, per non parlare di ciò che ha significato aver ospitato alcune gare della Copa America 2024 e a breve del Mondiale. Non a caso la Federazione brasiliana e quella argentina recentemente hanno aperto il proprio primo ufficio internazionale proprio a Miami. Come Miami United stiamo anche parlando con le federazioni di Portogallo e Curacao per organizzare due amichevoli qui negli States, a ridosso della kermesse.

Guardandovi indietro qual è aspetto che vi rende più orgogliosi come club?
Ci inorgoglisce aver creato una squadra e un movimento importanti, sia a livello di marketing che di relazioni e Academy, pur non avendo un indotto paragonabile a quello dell’Inter Miami e delle altre realtà di MLS. Il plus è stata la capacità di sviluppare un brand riconosciuto e riconoscibile con la competenza e lo spessore umano di chi lavora all’interno del Miami United, avendo coniugato la cultura italiana con quella statunitense e dopo esser partiti sostanzialmente da zero. Ora vogliamo continuare a sognare, anche attraverso qualche colpo ad effetto: avevamo provato a portare Balotelli in squadra ma non ci siamo riusciti, ma continueremo a guardare al futuro con grande ambizione.

© Riproduzione riservata
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