Il Parma e Cuesta stanno diventando grandi insieme. Un tris così non si vedeva dal 2014
In Italia sono tutti sempre più stupiti da Carlos Cuesta e dal suo Parma. Certo, il fatto che avesse lavorato a strettissimo contatto con Arteta all'Arsenal poteva indurre a pensare che non fosse il primo ragazzino sprovveduto ma con voglia di allenare trovato per la strada, ma quando ci si mettono di mezzo le dimostrazioni pratiche, e soprattutto i risultati, la potenza nell'apprendimento è ben superiore.
Ora tutti parlano, tra una polemica arbitrale e l'altra, di questo giovane allenatore spagnolo che sta ridando lustro a una realtà dimenticata. Un identikit che, se ci pensate, potrebbe corrispondere anche a quello del suo collega ben più chiacchierato e sotto la luce dei riflettori sul lago, Fabregas. Normale, considerando che il Como gioca per l'Europa. Ma la Serie A sta capendo sempre con maggiore chiarezza quanto difficile sia giocare contro il Parma di Cuesta, il quale ha stupito molti anche per l'attitudine molto difensiva del suo calcio. Almeno quello esibito in Emilia.
Catenacciari e non, tutti converranno di fronte alla forza di numeri e dati. Come quello che spiega che il Parma, con tre vittorie di fila in Serie A, abbia eguagliato un ruolino che non riusciva a ripetere dal 2014. Dodici anni fa, quando Cuesta non era ancora neanche ventenne e si preparava a muovere i suoi primi passi nelle giovanili dell'Atletico Madrid. Da allora di cose ne sono successe, anche che un poco conosciuto ragazzo spagnolo sia arrivato in Italia per spiegare ai colleghi allenatori come si fa il catenaccio. A suon di risultati, senza fanfare. E senza mai aver avuto troppi favori dai pronostici. Come canterebbe Baglioni, forse, Cuesta e il Parma stanno diventando grandi insieme...











