Inter, in un mese è cambiato tutto: -7 al derby d'Italia, difficile arrivarci meglio
Alzi la mano chi a fine settembre, stretti fra i ko con Torino e Roma, avrebbe immaginato che l'Inter potesse arrivare così all'ormai imminente novembre. Sembrava tutto da buttare, adesso persino il ritorno dell'ora solare pare fatto per dare un'ora di riposo in più ai ragazzi di Simone Inzaghi. Contro la Sampdoria è arrivata la quarta vittoria consecutiva in campionato, a Monaco si andrà a fare passerella dopo la qualificazione già raggiunta, l'infermeria si va svuotando e soltanto il Napoli che corre impedisce di accorciare sulla vetta.
In un mese è cambiato tutto. E, se la quadratura del cerchio non esiste, al concetto astratto la squadra di Inzaghi si sta quantomeno avvicinando. La svolta parla catalano: senza nulla togliere al successo col Sassuolo, peraltro significativo per come arrivato, è nell'andata/ritorno col Barcellona che è cambiata la testa dell'Inter. A questo punto, però, non si può parlare soltanto di carattere e mentalità: in questa squadra sta funzionando tutto anche a livello tecnico e tattico, persino nelle alchimie difensive. Almeno contro avversarie che non ti costringono ad andare in affanno, perché se proprio si vuole cercare il pelo nell'uovo - in realtà rimane piuttosto evidente - è proprio nella fase di non possesso che si possono ancora fare progressi.
Adesso il derby d'Italia. Una prova del nove. Difficile definire la gara con la Juventus una sfida da dentro o fuori per la lotta scudetto, però a Torino si scontreranno due squadre che erano in crisi: i bianconeri forse non ne sono davvero usciti, i nerazzurri si direbbe proprio di sì. Dal confronto con Allegri uscirà comunque quella che con più probabilità potrà riaffacciarsi al tricolore. Guai a sottovalutare gli altrui miglioramenti, perché nei derby chi arriva peggio è spesso favorito.
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