Inter, vittoria senza convinzione. Chivu ammette tutto, contro il Venezia una squadra irriconoscibile
Marta Bonfiglio
Questa volta non ci sono stati tabellini da ribaltare all'ultimo respiro, né 100 minuti di dominio assoluto. L'Inter ha vinto a Venezia 0-2, rimanendo praticamente negli spogliatoi. In campo c’è stata una squadra che ha camminato più di quanto abbia corso, che ha rincorso gli avversari senza riuscire ad aggredirli, che si è mossa con una lentezza quasi innaturale e ha lasciato ai lagunari il tempo e lo spazio per organizzarsi. I nerazzurri sono apparsi scarichi, svuotati, incapaci di accendere la partita e di imporre quella superiorità che dovrebbe fare la differenza. Il pallone girava senza velocità, i movimenti erano prevedibili, la pressione è stata poco più di una formalità. Ne è venuta fuori una prestazione opaca, passiva, nella quale il risultato finale racconta una storia decisamente migliore di quella vista sul campo. A salvare l’Inter è il tabellino, non il gioco.
Zero alibi
A certificare le difficoltà dell’Inter sono state le stesse parole di Cristian Chivu nel post partita: «Ci prendiamo la vittoria ma è stata fortunata. Avevamo poca energia, non abbiamo mai impensierito la loro organizzazione. Abbiamo anche rischiato, siamo stati bravi a rimanere in partita. Oggi c'era poco da far vedere e dobbiamo accettarlo». Dichiarazioni che fotografano senza troppi giri di parole una prestazione insufficiente. L’allenatore nerazzurro non cerca alibi e riconosce apertamente come la sua squadra non sia riuscita a trovare le contromisure necessarie per mettere in difficoltà il Venezia. Il dato più preoccupante riguarda proprio l’energia, fisica e mentale. L’Inter è sembrata incapace di alzare l’intensità, quasi rassegnata a una partita sporca, senza mai riuscire a prendere davvero in mano le redini del gioco. Vincere in queste condizioni può essere importante per la classifica, ma non cancella le perplessità lasciate sul campo.
Sabato il Milan
Ancora più significativa è la seconda ammissione di Chivu: «Oggi ho dovuto dare una scossa all’intervallo, avessi potuto avrei cambiato tutta la squadra». Parole pesanti, che raccontano la necessità di intervenire su un gruppo apparso lontano dai propri standard e incapace di reagire autonomamente alle difficoltà. Il richiamo dell’intervallo non è bastato a trasformare una prestazione quasi evanescente in una prova convincente, e il tecnico ha dovuto fare i conti con una squadra che, per atteggiamento e intensità, non ha risposto come avrebbe dovuto. Il successo resta, ed è l’unico elemento da salvare insieme alla capacità di resistere nei momenti più complicati. Ma per un’Inter che ambisce a recitare un ruolo da protagonista non può bastare affidarsi alla fortuna o accontentarsi del risultato. Adesso serviranno una reazione concreta, più corsa, maggiore aggressività e soprattutto un atteggiamento diverso. Sabato c'è il derby.






