Atalanta, a Firenze tra pressione, ricordi e quella rovesciata di Zampagna nel 2007
Filippo Davide Di Santo
L’Atalanta contro la Fiorentina si gioca una fetta importante di classifica considerando anche il momento difficile della squadra orobica. Al Franchi la sfida non è mai banale, soprattutto da quella che è la prospettiva storica fatta di gare che sono finite all’ultimo respiro, un risultato non scontato e addirittura delle gestualità tecniche non solo decisive in termini di punteggio, ma anche entrate nella storia moderna del calcio italiano: addirittura da coinvolgere degli ex non indifferenti.
16 settembre 2008, l’Atalanta di Luigi Delneri affronta la Fiorentina di Cesare Prandelli in quello che si preannuncia una sfida molto aperta: se i nerazzurri sono partiti bene con 4 punti nelle prime due giornate, dall’altra i toscani sono un gruppo di tutto rispetto, ritornato grande con la presidenza Della Valle.
La Fiorentina batte, l’Atalanta ribatte
Come da tradizione, i padroni di casa partono subito all’attacco e riescono a trovare il vantaggio con una sfortunata autorete di Claudio Rivalta, dove un tentato anticipo diventa fatale per l’1-0 viola. Nella ripresa però l’Atalanta riesce a dimostrarsi più solida, e al 51’ Cristiano Doni sigla su punizione un pareggio importantissimo.
Una partita aperta a 360 gradi
È una gara aperta su tutti i fronti, nella quale la Fiorentina ritorna ancora in vantaggio con il grande ex Cristian Vieri esultando in maniera abbastanza liberatoria (un gesto che il tifo atalantino si legherà al dito poi l’anno dopo quando l’ex Inter ritornerà a Bergamo per la terza volta). Tutto finito? Nemmeno per sogno, perché all’86’ Riccardo Zampagna s’inventa una bellissima rovesciata che batte Sebastian Frey in quello che sarà poi uno dei gol più belli del 2007. Finisce 2-2 tra Fiorentina e Atalanta, un match spettacolare che non esclude nuovi colpi di scena in vista di stasera.






