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L'Inter e le vedove di Perisic: Dimarco si è preso la fascia, ultime chance per Gosens?

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
sabato 8 ottobre 2022, 09:45Serie A
08.10.2022 09:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Qualcuno ha ancora nostalgia di Antonio Conte: in fondo, quando c'era lui i treni arrivavano in orario. Avevano le fattezze di Hakimi e Perisic, sempre puntuali alla consegna con la giocata definita. Del croato, nello specifico, ci sono ulteriori nostalgici: l'Inter ne è tuttora vedova, presa com'è dalla ricerca di qualcuno che sappia fare tutto quello che faceva l'ex Borussia Dortmund. Una richiesta impossibile, e infatti l'unica soluzione è accettare che quel tipo di giocatore non c'è, non si trova, non si costruirà in casa e non arriverà. Un po' come Simone Inzaghi non sarà mai Conte, ma ciò non vuol dire che, oltre ai due trofei della scorsa annata, non possa dare altrettante soddisfazioni.

Dimarco si è preso la fascia. A prescindere da chi giocherà questo pomeriggio al Mapei contro il Sassuolo. È uno dei principali interrogativi che frulla nella testa di Inzaghi: troppo in forma per lasciarlo in panchina, ma mercoledì c'è il ritorno col Barcellona che vale mezza stagione e quasi tutta la qualificazione al prossimo turno di Champions League. Che l'italiano giochi o meno, le ultime uscite hanno confermato che da quelle parti ci può pensare lui, interista milanese, tornato alla base per questioni di lista e ora titolare per meriti. Con quel piedino raffinato, Inzaghi l'ha apprezzato spesso e volentieri anche come braccetto di sinistra. Una velleità che si avvicina al suo posto più idoneo, il dimenticatoio, a meno di emergenze numeriche o di scelte estremamente contestualizzate alla singola partita. Risolvere questo rebus tattico è il primo passo: Dimarco in difesa non dà quello che possono dare altri, altri sull'esterno non danno quello che può dare Dimarco. E pazienza se non è Perisic, a un certo punto di questo bisogna pur farsene una ragione.

Gosens e le ultime occasioni. Ad agosto, il laterale tedesco è stato vicino all'addio. Non è partito, ma la sensazione è che nessuno si sarebbe stracciato le vesti. Un peccato, perché il terzino-goleador dell'Atalanta è stato per anni il migliore nel suo ruolo in Serie A: al momento, quelle cavalcate sono soltanto un bel ricordo, schiacciato tra una condizione non eccezionale in estate e l'impossibile raffronto con Perisic, sempre lui, che da nuovo (e costoso) acquisto Robin inevitabilmente soffre più di Dimarco. Ha ancora del tempo: come detto, a poche ore dalla gara è in pieno ballottaggio, e magari al Mapei toccherà a lui arare la fascia. È quasi un dettaglio, nel ragionamento di fondo: che sia oggi, alla prossima di campionato o in quella successiva, la sosta per i Mondiali si avvicina e con essa la prossima finestra di mercato. Può esserci ancora il lieto fine, a patto di cambiare marcia.

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