La risoluzione consensuale di Tudor è un regalo alla Juve. Ora manca solo Thiago Motta
"Avere 10 anni di contratto a me cambia poco". A dirlo è stato Igor Tudor, nella sua conferenza stampa di presentazione, nove mesi e qualche giorno fa. A fine marzo era diventato allenatore della Juventus, completando un percorso che lo aveva portato anche al Galatasaray, alla Lazio e all'Olympique Marsiglia, spesso dando le dimissioni quando le cose potevano non piacergli più. Aveva firmato fino al 30 di giugno, poi è stato confermato per due anni.
Nelle scorse ore è arrivato anche l'accordo per risolvere il contratto, probabilmente con una buonuscita. Una mossa che aiuta e alleggerisce il bilancio della Juve di qualcosina, perché nel prossimo anno e mezzo avrebbe preso circa 9 milioni di euro (lordi). Non è (ancora) dato sapere quanto abbia lasciato sul tavolo, ma è comunque una soluzione da "juventino" quale si è professato sin dalla prima ora. Perché poteva tranquillamente rimanere fermo ancora per un po', magari fino a fine stagione, e poi risolvere per trovare una panchina in estate, senza del resto troppi problemi. Chissà quale sarà la sua prossima avventura, ma così non ci sono più tre tecnici a libro paga.
Ora ci sono Spalletti e Thiago Motta. Il primo fino al 30 giugno del 2026, il secondo al 2027, con stipendio da 4 milioni annui, il doppio lordi.











