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Lazio, Lotito racconta: "Anche Milinkovic-Savic era uno sconosciuto, poi rifiutai 140 milioni"

Lazio, Lotito racconta: "Anche Milinkovic-Savic era uno sconosciuto, poi rifiutai 140 milioni"TUTTO mercato WEB
© foto di Insidefoto/Image Sport
Niccolò Righi
ieri alle 17:00Serie A
Niccolò Righi

Alla domanda su cosa ne pensasse di Ratkov, mercoledì sera, Sarri ha risposto di non conoscerlo e oggi, a margine della presentazione della targa per celebrare i 126 anni della Lazio a Parco dei Daini a Villa Borghese, il presidente biancoceleste Claudio Lotito ha analizzato anche le parole del suo allenatore: "Ha detto che non lo conosce, che non fa lo scout, senza polemica. Milinkovic quando l'ho preso qualcuno lo conosceva? Sergej fra l'altro si è comportato in modo esemplare con noi, ho sbagliato forse io perché quando era arrivata un'offerta da 140 milioni avrei dovuto venderlo. Quando ha chiesto di andare via gli ho detto che sarebbe servita una certa cifra e lui si è messo a lavoro per trovarla. Nella vita ci sono rapporti di rispetto da mantenere. Noi stiamo cercando di creare una Lazio come punto di riferimento, non come punto di partenza ma come punto di arrivo. Il mister è un fuoriclasse dal punto di vista della formazione. Se un giocatore ha 28-30 anni che vuoi formare? Se uno ha 23-24 anni può essere trasformato. Noi stiamo ringiovanendo la rosa, cosa non di poco conto, vendendo giocatori di una certa età per prenderne di più giovani. Alla società in estate hanno creato un danno da 100 milioni, se avessimo potuto fare mercato oggi avremmo una situazione diversa. Chi è andato via voleva farlo in estate, ma non potevamo lasciarli partire in quel momento. A tal proposito, ricordate Greenwood? Ho tentato fino all'ultimo di prenderlo, ma non ci è voluto venire ed è andato in Francia. E la colpa è anche dell'ambiente, che se crea tutto questo caos la gente preferisce posti più tranquilli".

Sarri le ha chiesto dei giocatori?
"L'allenatore ho già detto che deve formare, può dare i profili e non i nomi, poi la società comprerà chi vuole".

Sul mercato state accontentando Sarri?
"Io non devo accontentare nessuno. La società è rappresentata dal suo presidente che è anche il proprietario, da quello che elargisce le risorse. Poi c'è il ds e poi l'allenatore. La squadra l'allestisce la società, l'allenatore chiede i profili necessari e non i nomi specifici, e noi stiamo cercando di creare le condizioni per fare un gruppo forte senza mortificare le persone che ci sono oggi che sono speciali, serie e attaccate alla maglia. Lo stanno dimostrando nonostante le difficoltà imponderabili".

QUI l'intervista completa

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