Molinaro ricorda Manninger: "Di ghiaccio solo in apparenza. Rispettava profondamente il calcio"
"Alex era una persona speciale, unica. Mancherà a tutti, sono sconvolto". Non trattiene l'emozione Cristian Molinaro, attuale direttore tecnico del Venezia, nel ricordare l'ex compagno ai tempi di Juventus e Siena Alexander Manninger, scomparso nei giorni scorsi all'età di 48 anni in seguito ad un terribile incidente: "Che compagno di squadra era? Era un ragazzo d’oro, anzi di più. Sia umanamente che professionalmente riusciva a trasmettere qualcosa a tutti. Poteva sembrare riservato, è vero, perché non c’era un solo momento in cui non fosse sempre super focalizzato su ciò che doveva fare".
Molinaro inoltre racconta quanto fosse un esempio per i giovani: "Aveva un approccio al professionismo maniacale ma riusciva a farti capire quanto questo fosse una forma di rispetto per ciò che facevamo. Per me a Siena, quando avevo 22 anni, fu fondamentale".
L'ex difensore, infine, lo ricorda anche fuori dal campo: "Era di ghiaccio solo in apparenza. Sicuramente restava distante da dinamiche di scherzo durante le ore di lavoro, in palestra o in allenamento c’era poco spazio con lui per le distrazioni. Ma poi controbilanciava tutto con un’ironia molto sua, era ficcante nelle battute che arrivavano solo al momento giusto e quando meno te l’aspettavi. Poi quando poteva andava a pescare e ci raccontava sempre di suo papà falegname. Penso anche che avrebbe potuto dare tanto al mondo del calcio, lui era oltre".











