Morte de Miguel, Antognoni: "Diverso dal mio scontro con Martina. Uscita senza senso di Owono"
La tragica morte di Jesús De Miguel dopo lo scontro con il portiere dell'Andorra Jesus Owono ha riportato Giancarlo Antognoni a uno degli episodi più drammatici della sua carriera. Il 22 novembre 1981, durante Fiorentina-Genoa, l'ex capitano viola perse conoscenza dopo una violenta uscita del portiere Silvano Martina. In un'intervista a La Repubblica, Antognoni ha ricordato quei momenti: "L'intervento era pericoloso, mi ha colpito la testa. Per fortuna non mi ha preso bene. Altrimenti non potevo parlarne con voi". Poi il pensiero rivolto al calciatore scomparso: "Morire per uno scontro di gioco, una follia. Ai portieri dico: calma, calmatevi".
Antognoni durissimo con Owono: "Poteva lasciarlo andare, è doppiamente colpevole"
L'ex centrocampista ha criticato apertamente la dinamica dell'intervento di Owono: "Certe uscite da kamikaze sono troppo pericolose. Nel caso di De Miguel il portiere è doppiamente colpevole. Owono era a centrocampo, lontanissimo dalla sua area di rigore. Poteva prendere l'avversario per la maglia, poteva gettarlo a terra. Oppure lasciarlo andare. Doveva evitare un intervento così pericoloso". Secondo Antognoni, sarebbe necessario valutare sanzioni più severe per scoraggiare uscite particolarmente rischiose.
Il ricordo di Martina: "Non gli ho mai portato rancore, era in buona fede"
Diverso il giudizio sull'episodio che lo coinvolse personalmente nel 1981: "Non l'ho mai incolpato e non gli ho mai portato rancore. So che era in buona fede, chi gioca a calcio sa quando un avversario vuole entrare per farti male. Lui no, è stata una casualità". Antognoni, che riprese conoscenza soltanto dopo quindici minuti, decise di non presentare querela contro Martina. Una scelta che rivendica ancora oggi, pur sottolineando la differenza rispetto alla tragedia di Tenerife: "Lui è uscito in mezzo al campo: è doppiamente colpevole rispetto a Martina. Io sono qui a raccontarlo, Jesús no".






