Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Corini: "100 panchine con il Brescia, spero di farne ancora tantissime"

Daniel Uccellieri
autore
Daniel Uccellieri
Oggi alle 13:19Serie C
04.11.2026 13:19Serie C
Il tecnico celebra il traguardo con le Rondinelle: "Spero che siano tantissime ancora le presenze che potrò fare con questa maglia".
Foto

Eugenio Corini, tecnico dell'Union Brescia, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida con l'Arzignano. Fra i tanti temi affrontati, il tecnico ha parlato con orgoglio delle 100 panchine con le Rondinelle:

«Ci lavoriamo ogni giorno per far sì che questa squadra diventi sempre più solida e porti risultati importanti: è una ricerca continua. In questi giorni, in macchina, mi è capitato di ascoltare una canzone di Max Pezzali, “Un metro alla volta”. Se ascoltate il testo, il significato è quello che per me è fondamentale: le cose a lungo termine si costruiscono davvero un pezzettino alla volta. Abbiamo affrontato un periodo particolare e la squadra ha dato le risposte che doveva dare. Ogni giorno costruiamo l’allenamento successivo e la partita successiva, perché il lavoro non è mai finito: ci vuole massima attenzione quotidiana per migliorare ciò che va migliorato e consolidare gli aspetti positivi. La ricerca è quella di crescere, di rendere questa squadra sempre più solida e di portare a casa la vittoria, che è l’obiettivo ogni volta che affrontiamo un avversario.

La parola d’ordine è consapevolezza, che si lega a quello che dicevo: ogni giorno costruisci qualcosa che crea consapevolezza di ciò che vuoi essere, di ciò che vuoi fare in campo, di come reagisci alle difficoltà, di come cavalchi l’onda, sia emotiva sia tattica, perché la partita prenda l’inerzia che vuoi tu. Nella gara con la Folgore Caratese c’è stata quell’aggressività, quel voler marcare il territorio, quella cattiveria agonistica che in certi momenti fa la differenza. Se riavvolgo il nastro, i cinque punti che abbiamo lasciato per strada in due partite stanno in quella cosa lì: vediamo che la superiorità c’è, ma poi la devi definire. Con la Folgore e con il Cittadella abbiamo messo in campo la voglia di definire una superiorità, di trasformare in modo giusto un’ottima azione. Ho visto questa volontà, questa cattiveria e quel cinismo che fanno la differenza, perché portano la partita dalla tua parte e creano ancora più difficoltà all’avversario. Quando invece hai la percezione di essere in controllo ma non definisci quella superiorità, l’avversario è vivo, ha le sue qualità e con poco ti crea difficoltà o addirittura ti trova il gol, e la partita si complica ancora di più. Per me è un aspetto fondamentale su cui stiamo lavorando tanto.

Intanto faccio i complimenti a Di Donato: da quando è tornato aveva già vinto il campionato con l’Arzignano, ha fatto un grande lavoro e sta facendo un grande campionato. È una squadra molto solida, molto compatta. L’ho vista perdere immeritatamente a Cittadella, in una partita in cui ha fatto molto bene. È un gruppo che lavora insieme e, quando ha la palla, sa cosa deve fare. È molto brava a compattarsi e a creare tanti pericoli in transizione positiva, quindi bisogna prestare grandissima attenzione, essere qualitativi nel palleggio e capire come restare equilibrati. Chi attacca deve pensare a fare gol, ma chi rimane deve dare equilibrio alla squadra e stare molto attento alle coperture e alle marcature preventive, perché loro ti possono ribaltare l’azione molto velocemente. È una squadra con dei valori e con un ottimo lavoro da parte del loro allenatore.

Sono tutti e due aspetti fondamentali. Visto com’era andata nelle partite precedenti, dove gli aspetti offensivi erano sempre stati molto alti ma purtroppo non eravamo riusciti a tradurli in gol, averli tradotti certifica che il lavoro che produci sta prendendo forma anche nel fare gol. Per me era un aspetto fondamentale, e il fatto di avere, se non sbaglio, il miglior attacco del nostro girone, è importante. La solidità difensiva questa squadra l’ha dimostrata anche l’anno scorso. Adesso, per vincere le partite, dobbiamo anche fare gol e quindi correre qualche rischio, se in qualche situazione dobbiamo sviluppare l’azione con un giocatore in più che partecipa alla fase offensiva.

La rosa ha risposto molto bene. Mancano ancora giocatori importanti come Zennaro a centrocampo e Crespi davanti, ma Pellegrini ha saputo farsi trovare pronto e Spagnoli pure: non abbiamo problemi sotto questo aspetto, nonostante la rosa non sia ancora completa al 100%. È un aspetto fondamentale, perché abbiamo avuto mancanze importanti nelle ultime partite. Nella gara di straordinaria importanza con il Cittadella è venuto a mancare Spagnoli due giorni prima, e quanto è stato bravo Jacopo a fare una partita di grande qualità e intensità, ribadita anche con la Folgore. Quanto è stato importante anche che Spagnoli sia entrato per quei 15-20 minuti e alla prima palla abbia fatto gol: quando gli attaccanti segnano è segno di salute, è segno che la consapevolezza si è definita anche nei singoli, perché quando fai delle cose sei più predisposto a rifarle. Abbiamo fuori due giocatori importanti per tipologia e caratteristiche, come Crespi e Zennaro, ma questa squadra sta cercando di reggere la difficoltà di qualche mancanza e l’ha fatto molto bene in un periodo di massimo stress. Questo per me certifica il valore della rosa dal punto di vista caratteriale e della volontà. Speriamo di recuperare Guglielmotti. Anche Armanini ha giocato in Coppa ed è entrato per uno spezzone di partita. Speriamo di recuperare tutti, perché più giocatori abbiamo a disposizione, più il livello degli allenamenti si alza e più abbiamo risorse, se definite nel modo giusto e tenendo alto il livello di competizione interna, che poi va tradotto in prestazioni in campo.

Dobbiamo considerare ogni partita come un big match. L’intensità emotiva che abbiamo messo in campo con il Cittadella e che abbiamo riprodotto a Carate, in un ambiente diverso, certifica quello che dobbiamo essere: quel tipo di intensità, di cattiveria, di approccio, sapendo che per noi ogni partita è molto importante. Io e noi consideriamo sempre ogni partita un big match, perché abbiamo la consapevolezza di avere le risorse per battere ogni squadra in questo girone, ma anche la consapevolezza che le altre squadre hanno dei valori. Dobbiamo quindi alzare al massimo il livello di attenzione, definire la nostra superiorità traducendo le occasioni in gol e leggere bene i momenti della partita.

Sulla visita alla Feralpi Siderurgica: è un’iniziativa che c’era stata anche l’anno scorso e mio papà ha lavorato 30 anni in fonderia, quindi so bene cosa vuol dire lavorare in una fonderia. Mi ha fatto piacere incontrare gli operai e vedere la qualità del lavoro e la sicurezza dei lavoratori, che è stata alzata al massimo livello. È un’azienda che da tantissimi anni sta facendo cose molto importanti, e mi ha fatto piacere incontrare chi ci lavora quotidianamente, avendo anche un vissuto personale di cosa voglia dire lavorare in una fonderia e di quanto la sicurezza sia migliorata rispetto a quando ci lavorava mio papà. È una cosa molto importante.

Sulle 100 panchine: è stato un momento emozionante, non me l’aspettavo. Mi è stato comunicato poco prima. Sono sempre predisposto ad andare avanti: quello che è stato fatto è fatto, e guardarsi indietro a volte non serve. Però penso sia un bel traguardo, anche leggendo chi c’è davanti, allenatori molto importanti che hanno fatto meno presenze di me. Ieri, quando ho ricevuto questa targa e questa maglia, ho vissuto un’emozione forte e dentro di me spero che siano tantissime ancora le presenze che potrò fare con questa maglia, perché vorrà dire che le cose andranno bene. È una motivazione forte. Ieri ho ringraziato il presidente, ma anche chi mi ha dato per primo la possibilità di allenare il Brescia, perché è qualcosa che va sempre evidenziato. Ho voluto ringraziare i giocatori di oggi e quelli che ho avuto nelle mie precedenti gestioni, con cui abbiamo ottenuto cose molto importanti. Non ho invece menzionato il mio staff, che mi segue da tanto tempo: ne approfitto con voi, perché per me è una parte fondamentale. È chi mi supporta e mi sopporta dentro queste grandi esperienze, e so di avere uno staff di grande valore. Ho piacere di ringraziarlo pubblicamente, perché questo traguardo è condiviso con loro, con le loro qualità e con il loro supporto.

Sul mercato e sul calendario: c’è consapevolezza da parte di tutti i miei giocatori di cosa vuol dire rappresentare questa maglia, delle responsabilità che ne derivano e della grande occasione che hanno. Noi, io per primo, cerchiamo quotidianamente di meritarcelo. In questo momento ogni valutazione è fatta sulla preparazione della partita, quindi torno a “un metro alla volta”: stiamo sul metro, pensiamo all’Arzignano e poi costruiremo piano piano tutto quello che arriverà dopo.

Sulla formazione: ho a disposizione ragazzi veramente predisposti, e mi va di spendere una parola per Davide Balestrero, il nostro capitano. È vero che non ha giocato l’ultima partita, ma mi ha sempre dato grande disponibilità. Non è facile a volte fare il difensore, a volte il centrocampista offensivo, e lui ha sempre fatto prestazioni molto importanti per solidità, volontà e qualità. La scelta è stata strategica e tattica, in funzione di quello che per me era corretto fare in quella partita, consapevole del fatto che quando mi giro verso la panchina ho sempre ragazzi pronti a dare il loro contributo. Non vi nascondo che dobbiamo gestire tre-quattro situazioni, non di indisponibilità ma da valutare in funzione di chi può iniziare la partita e di chi può eventualmente subentrare. Tutte le opzioni sono aperte, perché sono sicuro che sia chi partirà dall’inizio sia chi subentrerà saprà farsi trovare pronto.»

Altre notizie Serie C

Immagine editoriale di Ivan Cardia
Attenti a dare per morta l’Inter. Roma: che torto a Manchester, ma Gasp lasci stare Baresi. Il vero errore di De Laurentiis: Napoli non è per i grandi gestori. Galliani-Malagò, quanti colpi bassi
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile